Il duopolio in vetta e il lieve calo che non scalfisce il radicamento del medium
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Redazione Cultura e Spettacolo
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I dati Audiradio sull’anno solare 2025, comprendenti il periodo tra il 28 gennaio e il 22 dicembre, fotografano un panorama radiofonico stabile nella sua struttura di fondo, pur registrando un lieve segnale di flessione negli ascolti complessivi. Il giorno medio, infatti, ha raccolto complessivamente 35 milioni di contatti, mentre l’indicatore più significativo della fedeltà d’ascolto, il cosiddetto quarto d’ora medio, si è attestato a 7,7 milioni di persone. I valori, seppur di poco inferiori rispetto a rilevazioni precedenti, confermano la radio come un medium capillare e resistente, capace di mantenere un rapporto quotidiano con una fetta vastissima della popolazione, la quale continua a sceglierla come colonna sonora delle proprie giornate.
Il dominio di Rtl 102.5 e Radio Deejay nelle classifiche
A dominare la scena nazionale, sia nel dato complessivo del giorno medio che in quello, più selettivo, del quarto d’ora medio, è saldamente la coppia formata da Rtl 102.5 e Radio Deejay. La prima, emittente guidata da Lorenzo Suraci, si è riconfermata al primo posto per numero totale di ascoltatori raggiunti nel corso della giornata, un primato che ormai sembra strutturale. Il secondo podio, quello che misura la capacità di trattenere l’attenzione, ha visto invece il ritorno in vetta di Radio Deejay, storica emittente del gruppo Gedi, la quale riconquista così il vertice di un parametro cruciale per gli inserzionisti. A completare la parte alta delle classifiche si trovano, con alternanze minime, anche Radio Italia e Rds, a testimonianza di un mercato dove pochi grandi player si spartiscono la maggior parte del pubblico.
RadioMediaset leader tra i gruppi, il fenomeno delle locali
Se la competizione tra singole emittenti è serrata, quando si osservano i dati aggregati per gruppi editoriali il quadro appare ancor più definito. RadioMediaset, che controlla un portafoglio comprendente, tra le altre, Radio 105, Virgin Radio, R101 e Radio Monte Carlo, consolida la sua leadership come primo gruppo radio nazionale. I suoi numeri, nel dettaglio, parlano di una quota del 18.7% nel quarto d’ora medio e di un impressionante 42.6% nel giorno medio, dati che sottolineano una capacità di copertura e di penetrazione difficilmente eguagliabile. Parallelamente, le rilevazioni dedicate al secondo semestre per le emittenti locali, condotte tra il 24 giugno e il 22 dicembre, hanno messo in luce la continua vitalità di questo segmento, capace di intercettare esigenze di prossimità e di informazione territoriale che le radio nazionali non sempre riescono a soddisfare appieno.
Un settore che guarda al futuro tra consolidamenti e fedeltà
Il lieve calo complessivo, che nel quarto trimestre del 2025 ha portato il giorno medio a 34.337.000 ascoltatori e il quarto d’ora medio a 7,2 milioni, non sembra dunque aver incrinato gli equilibri di mercato o minato la salute del settore. Al contrario, esso appare come una fisiologica oscillazione in un contesto comunque solido, dove i grandi network nazionali e le realtà locali più dinamiche continuano a prosperare. La fedeltà del pubblico, misurata proprio dalla stabilità dei dati nel quarto d’ora medio, resta l’asset più prezioso per le emittenti, un capitale di fiducia che si costruisce giorno dopo giorno attraverso un palinsesto curato e una relazione diretta con gli ascoltatori, i quali molti continuano a preferire questo mezzo, anche nella sua declinazione digitale, per informarsi e intrattenersi.




