Crolla una scuola in Indonesia, si cercano sopravvissuti tra le macerie
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Redazione Esteri
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Un crollo improvviso, che ha interrotto la quiete del pomeriggio, ha trasformato un luogo di culto e di studio in un ammasso di cemento e polvere a Sidoarjo, nella parte orientale dell’isola di Giava. L’edificio, che ospitava il collegio islamico Al Khoziny, è ceduto mentre più di un centinaio di studenti, la cui età oscilla tra i dodici e i diciotto anni, erano raccolti per la consueta preghiera pomeridiana. Le operazioni di soccorso, avviate immediatamente dopo la tragedia, procedono senza sosta nel tentativo di raggiungere coloro che sono ancora intrappolati sotto le macerie, da dove, secondo le prime testimonianze riportate dall’agenzia stampa statale Antara, proverrebbero ancora voci.
Operazioni di soccorso e bilancio delle vittime
Il bilancio, che le autorità locali si sforzano di delineare con precisione in un quadro in continua evoluzione, parla già di diverse vittime accertate e di decine di feriti, molti dei quali sono stati trasportati in ospedale in condizioni che destano seria preoccupazione. A rendere più complessa la gestione dell’emergenza è l’elevato numero di dispersi, stimato in diverse decine di persone, che alimenta un’angoscia crescente tra i familiari accampati all’esterno del perimetro di sicurezza.
Le possibili cause del crollo
Sebbene le indagini dovranno accertare le cause precise del cedimento, i primi rilievi condotti dalle squadre tecniche sul posto hanno indicato come elemento critico una zona dell’istituto che era oggetto di lavori di ampliamento, i quali, secondo quanto emerso, non erano autorizzati. Questa circostanza solleva interrogativi non marginali circa le condizioni di sicurezza strutturale dell’edificio e i controlli preventivi.
La difficile ricerca dei superstiti
I soccorritori, lavorando con estrema cautela per non provocare ulteriori cedimenti, stanno rimuovendo a mano le lamiere e il calcestruzzo frantumato, in una corsa contro il tempo resa ancor più difficile dall’instabilità dei detriti. Gli sforzi si concentrano per creare varchi attraverso i quali raggiungere i punti in cui si sospetta la presenza di superstiti, un’operazione che richiede non solo forza bruta ma anche una precisione chirurgica.




