Avetrana contro la serie su Sarah Scazzi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Comune di Avetrana ha presentato una petizione per fermare la serie televisiva intitolata "Avetrana. Qui non è Hollywood", temendo ulteriori danni all'immagine della cittadina pugliese. Gli avvocati Fabio Saponaro, Stefano Bardaro e Luca Bardaro hanno evidenziato nel ricorso che risulta indispensabile visionare la serie in anteprima per appurare se l'associazione del nome della cittadina all'adattamento cinematografico susciti una portata diffamatoria, rappresentandola quale luogo ignorante, retrogrado, omertoso e dedito alla commissione di crimini efferati, contrariamente alla realtà.
Il sindaco Antonio Iazzi, in una nota, ha sottolineato che la cittadina ha sempre cercato di allontanare i tanti pregiudizi dettati dall'omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto 14 anni fa, che destò sgomento nella collettività. La tragedia, infatti, ebbe una risonanza mediatica imponente, portando l'amministrazione a costituirsi parte civile nel processo penale, conclusosi con la condanna degli imputati al risarcimento del danno all'immagine in favore del Comune di Avetrana.
Il ricorso cautelare d'urgenza, depositato alla competente Autorità giudiziaria, chiede la rettifica della denominazione della serie e la sua sospensione immediata. Gli abitanti di Avetrana non vogliono essere considerati una "comunità ignorante, retrograda, omertosa, dedita alla commissione di crimini efferati", come l'omicidio di Sarah Scazzi potrebbe far credere. La serie, prevista per la messa in onda tra pochi giorni, ha suscitato preoccupazioni per l'ulteriore danno all'immagine della cittadina, già segnata dalla tragedia.
Il sindaco ha ribadito che Avetrana è una città d'arte e che la serie rischia di perpetuare pregiudizi e stereotipi negativi.




