Doppio flop in una settimana per Novartis: il crollo del titolo a Zurigo
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Redazione Economia
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Non bastava il tonfo del pelacarsen. Il colosso farmaceutico svizzero si trova a fronteggiare una delle settimane più nere della sua storia recente, con il titolo in picchiata alla Borsa di Zurigo dopo il fallimento di un secondo principio attivo sperimentale in fase avanzata.
Il gruppo ha comunicato che lo studio di Fase III sul del-desiran, un farmaco progettato per contrastare la distrofia miotonica di tipo 1, non ha raggiunto l'obiettivo primario, mancando di dimostrare un miglioramento statisticamente significativo rispetto al placebo nella capacità dei pazienti di aprire la mano più rapidamente.
Uno studio fallito e un'acquisizione da 12 miliardi a rischio
La notizia, diffusa nella giornata di oggi, ha scatenato un'ondata di vendite che ha portato il titolo a cedere fino a oltre il 10%, toccando quota 112,2 franchi svizzeri. Questo crollo rappresenta la continuazione di una débâcle iniziata nella seduta precedente, quando la società aveva annunciato il fallimento del pelacarsen, un farmaco contro la lipoproteina(a), fattore di rischio cardiovascolare di origine genetica che interessa circa una persona su cinque.
Nonostante il principio attivo avesse effettivamente ridotto i livelli di questa proteina, lo studio Horizon ha dimostrato che tale riduzione non si traduceva in una diminuzione del numero di decessi, infarti e ictus rispetto a un placebo.
Il peso della pipeline e le reazioni degli analisti
Per il team di Vontobel, la bocciatura del del-desiran rappresenta una "grave battuta d'arresto" che mina la fiducia anche sugli altri asset acquisiti con Avidity Biosciences. La banca, che aveva incluso nel proprio modello un picco di vendite da 3 miliardi di dollari con una probabilità di successo del 50%, ha rimosso questa previsione e ridotto il target price del titolo, passato da 128 a 125 franchi svizzeri.
L'operazione con Avidity era costata a Novartis 12 miliardi di dollari, e il del-desiran era considerato uno dei pilastri per la crescita futura, soprattutto in vista della scadenza dei brevetti di alcuni prodotti di punta come Entresto. Lo stesso amministratore delegato Vas Narasimhan aveva indicato per il farmaco un potenziale di vendite di picco superiore ai 5 miliardi di dollari, prospettiva che ora svanisce.
Una tripletta di insuccessi clinici
Questo doppio smacco si inserisce in un contesto già compromesso da un terzo evento negativo verificatosi pochi giorni prima, quando Novartis fu costretta a sospendere gli studi su una terapia cellulare sperimentale per le malattie autoimmuni a seguito del decesso di tre pazienti. La concomitanza di questi tre insuccessi clinici in così poco tempo ha sollevato interrogativi sulla capacità dell'azienda di compensare il calo di fatturato che deriverà dalla perdita di esclusività sui suoi farmaci più venduti.
Jefferies ha sottolineato come la nuova battuta d'arresto rischi di riaccendere i dubbi sulla crescita di Novartis oltre il 2030, nonostante il gruppo abbia ribadito la propria guidance, che prevede una crescita media annua dei ricavi tra il 5 e il 6% fino al 2030.
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