Riforme scolastiche, il latino e la Bibbia nelle scuole medie
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Redazione Interno
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L'attuale Governo, in continuità con quello precedente, ha introdotto o si appresta a introdurre delle riforme potenzialmente devastanti per il sistema pubblico di istruzione. Tra queste, un "orientamento" maldestro e sempre più precoce, volto a sostituire l'acquisizione di un buon livello di conoscenze per tutti i futuri cittadini, con l'istituzione di una "filiera tecnico-professionale" che taglia un anno di scuola e regala pezzi di istruzione pubblica ai privati. Inoltre, l'"autonomia differenziata", che dopo l'autonomia, frantumerebbe definitivamente il sistema scolastico nazionale.
L'annuncio del Ministro Valditara di voler ripristinare il latino alla scuola media sta provocando un acceso dibattito nelle scuole e sui social. Simonetta Fasoli, già dirigente scolastica e componente del direttivo del Cidi di Roma, nonché ricercatrice e formatrice sui temi del sistema educativo di istruzione, ha espresso il suo parere su questa ennesima sortita del Ministro. Secondo Fasoli, il Ministro sta facendo ricorso ai consueti squilli di tromba, che a loro volta stanno scatenando gli applausi dei soliti, noti e ignoti.
Parallelamente, il dibattito sulle nuove "Indicazioni nazionali" per la scuola ha portato l'attenzione su un tema scomodo e importante: lo studio della Bibbia a scuola. Questo argomento, scomodo come sono gli argomenti che vedono nascere schieramenti di principio, è importante come solo gli argomenti che, appunto, scomodano i princìpi. Lo studio della Bibbia a scuola deve essere proposto laicamente e criticamente, come quello di un grande classico della nostra cultura.
Infine, si discute della riforma del ministro Valditara senza pensare a cosa sognino i ragazzi.




