De Luca e il Terzo Mandato, La Campania in Subbuglio
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Redazione Interno
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Il lavoro svolto da Vincenzo De Luca in questi dieci anni va rispettato perché ha inciso positivamente sulla vita dei cittadini. Tuttavia, quando si parla di terzo mandato, il discorso va impostato diversamente, spiega Raffaele Cananzi, giurista e intellettuale, già deputato dell’Ulivo dal 1996 al 2001 e sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Amato tra il 2000 e il 2001. Cananzi riconosce il lavoro del governatore, ma ritiene giusto che ora lasci.
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, pur non avendo la tessera del Pd e non intendendo essere il "nome" su cui la segretaria dem, Elly Schlein, punti come alternativa a De Luca, sostiene che la Campania non possa avere vita a sé e che del futuro della Regione occorra parlarne con i livelli nazionali dei partiti, avendo un progetto. Manfredi, che vuole rimanere fuori il più possibile dallo scontro Schlein-Pd-De Luca, ritiene che non possa esserci una dicotomia tra ciò che dice il partito nazionale e quello che fa il Pd localmente.
Nel centrodestra, intanto, è allarme. Da Martusciello a D’Amato, ecco i nomi in corsa per approfittare del caso De Luca e del rischio che il governatore uscente minacci fino all’ultimo di mettersi alla testa di un terzo polo contro il Pd. In Campania, il centrodestra annusa l’odore del sangue per lo scontro in casa altrui, ma dovrà fare i conti con auto-candidature e competizioni interne per la leadership. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, non a caso insiste sulla necessità di scegliere subito il candidato.
Il governo è pronto al ricorso contro la norma che da martedì consente a Vincenzo De Luca di ricandidarsi, sostenendo che il divieto di terzo mandato in Campania si applichi alle elezioni regionali successive al 2009. De Luca potrebbe dimettersi per aggirare il divieto, portando a elezioni anticipate.




