Olbia, il vento di burrasta chiude il parco Fausto Noce e complica i collegamenti marittimi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il maestrale, che da alcune ore si è abbattuto con violenza sulla Gallura e più in generale sull’intero quadrante nord-occidentale della Sardegna, sta dettando l’agenda delle amministrazioni locali e delle compagnie di navigazione; raffiche che hanno già toccato punte superiori ai quaranta nodi — l’equivalente di circa settantaquattro chilometri orari — hanno infatti indotto il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, a firmare un’ordinanza di chiusura immediata del parco urbano Fausto Noce. Il provvedimento, che sarà efficace per l’intera giornata odierna e per quella di domani, giovedì 12 febbraio, mira a scongiurare qualsiasi potenziale situazione di pericolo per i pedoni e per coloro che, a vario Titolo, operano stabilmente all’interno dell’area verde: una decisione, quella assunta dal primo cittadino, che segue del resto la logica della precauzione assoluta, in un frangente in cui il vento, proveniente dai quadranti nord-occidentali, potrebbe intensificarsi ulteriormente trasformando una semplice passeggiata in un concreto fattore di rischio.

Non è tuttavia soltanto la viabilità pedonale a subire le conseguenze più immediate di questa perturbazione. La sala operativa della Protezione Civile regionale ha ufficialmente diramato un’allerta meteo contraddistinta dal codice giallo — ovvero da un livello di criticità ordinaria — valida dalla mezzanotte di oggi fino alle ore diciotto di domani; l’avviso riguarda in particolare il rischio idraulico e idrogeologico su alcune aree specifiche dell’Isola, e più precisamente l’Iglesiente, il Campidano, il distretto di Montevecchio Pischinappiu, il Tirso e l’intero territorio del Logudoro. Un’estensione geografica piuttosto ampia, questa, che testimonia come la perturbazione non stia colpendo in maniera circoscritta, ma interessi una porzione rilevante della regione, costringendo gli enti preposti a un monitoraggio costante e capillare del territorio.

Lo scalo di Porto Torres bypassato, il traghetto Athara dirottato su Olbia

Le ripercussioni più tangibili, per chi osserva la dinamica degli eventi dal versante infrastrutturale, si registrano però lungo le rotte marittime che collegano la Sardegna al continente; il forte vento di maestrale, con raffiche che in mare aperto hanno abbondantemente superato la soglia degli ottanta chilometri orari, ha costretto la compagnia Moby-Tirrenia a modificare in corsa i piani di navigazione del traghetto Athara. L’unità, partita questa sera alle venti e trenta dallo scalo ligure di Genova e inizialmente diretta a Porto Torres, verrà dirottata sul porto Isola Bianca di Olbia: una deviazione che di fatto bypassa lo scalo del Nord Ovest, e che rappresenta un adattamento logistico tutt’altro irrilevante, considerando le difficoltà oggettive che le navi di grande stazza incontrano nel manovrare quando il mare è agitato e le raffiche raggiungono intensità di burrasca. In casi come questo, e la decisione assunta dalla compagnia lo conferma, la sicurezza della navigazione e l’incolumità dei passeggeri prevalgono sulla regolarità dei servizi di linea, e il sacrificio di uno scalo a vantaggio di un altro diventa una scelta obbligata.

Occorre peraltro ricordare che il porto di Olbia, pur essendo attrezzato per ricevere navi di notevole tonnellaggio, non era tecnicamente il terminal previsto per quella specifica corsa; ne consegue che l’intero sistema dei collegamenti marittimi con la Penisola subirà nelle prossime ore un inevitabile rallentamento, con ripercussioni a catena sui flussi commerciali e sul traffico passeggeri. Le condizioni meteo marine avverse, ampiamente previste e puntualmente segnalate dagli uffici della Protezione Civile, hanno insomma imposto una rimodulazione operativa che gli uffici delle compagnie stanno gestendo in tempo reale, tra la necessità di garantire la continuità territoriale e quella, ancora più cogente, di evitare qualsiasi manovra azzardata.

L’allerta gialla estesa anche alla provincia di Oristano

Parallelamente alle difficoltà che interessano il versante gallurese e il Nordovest, il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile ha ritenuto opportuno estendere l’avviso di criticità ordinaria all’intera provincia di Oristano. Il nuovo avviso, che presenta un periodo di validità sovrapponibile a quello già comunicato per le altre aree — ossia dalla mezzanotte fino alle diciotto di giovedì 12 febbraio —, riguarda in particolare il rischio idrogeologico e idraulico per i medesimi bacini già messi in allerta nelle comunicazioni precedenti, ovvero Iglesiente, Campidano, Montevecchio Pischinappiu, Tirso e Logudoro. Una reiterazione, quella del codice giallo, che di fatto certifica la persistenza e l’estensione del fenomeno meteorologico; l’accumulo delle precipitazioni, associato alla saturazione dei terreni, potrebbe innescare criticità diffuse lungo la rete idrografica minore, motivo per cui gli amministratori locali sono stati invitati a porre in essere tutte le misure di sorveglianza previste dalla normativa vigente.

L’intera fascia costiera, inoltre, continua a essere interessata da mareggiate che, combinate al vento sostenuto, rendono insicure non solo le banchine dei porti commerciali ma anche le aree prospicienti il litorale; e sebbene al momento non si registrino danni rilevanti a persone, la situazione resta sotto stretta osservazione da parte delle sale operative, con aggiornamenti nowcasting che i cittadini possono seguire attraverso i portali meteorologici dedicati.

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