Emma Bonino, Craxi ricorda il coraggio di una donna simbolo
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Redazione Interno
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Emma Bonino è stata ricordata da Bobo Craxi come una donna capace di difendere fino in fondo le proprie idee, mentre a Roma si è aperta la camera ardente per la storica leader radicale. Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio è arrivato il feretro accolto dal picchetto d’onore, con numerosi cittadini e rappresentanti politici presenti per l’ultimo saluto.
Il ricordo di Craxi e le battaglie condivise con i Radicali
“Aveva il coraggio delle sue idee”, ha detto Craxi parlando dell’eredità politica lasciata da Bonino, descrivendola come una figura capace di perseguire le proprie battaglie con coerenza. Il ricordo personale dell’esponente socialista risale agli anni in cui Bonino era una giovane militante vicina a Marco Pannella e socialisti e radicali avevano la doppia tessera, una fase caratterizzata da un rapporto politico intenso tra due aree spesso unite su alcune campagne sui diritti civili.
Nel corso della sua lunga attività pubblica, Bonino è diventata una delle protagoniste delle campagne radicali sui diritti delle donne, sulle libertà individuali e sulle questioni europee. La sua azione politica si è sviluppata attraverso decenni di iniziative parlamentari e mobilitazioni civili, fino alla fondazione di +Europa, partito nato con un forte richiamo al progetto europeo.
L’omaggio in Campidoglio tra cittadini e istituzioni
Nella camera ardente, sulla bara è stata deposta una bandiera dell’Unione europea dal segretario di +Europa Riccardo Magi, mentre accanto è stata collocata una fotografia scelta dalla famiglia e realizzata da Ilaria Magliocchetti Lombi, una delle poche fotografe autorizzate da Bonino a ritrarla. L’allestimento nella Sala della Protomoteca ha raccolto la presenza di persone arrivate per rendere omaggio alla politica scomparsa.
Tra gli interventi di ricordo anche quello di Paolo Gentiloni, che ha definito Bonino un esempio di coraggio sui diritti, sulle libertà delle donne e sull’impegno internazionale. L’ex presidente del Consiglio europeo ha sottolineato come posizioni considerate radicali e minoritarie molti anni fa siano poi state riconosciute da una parte ampia della società italiana.
Una figura riconosciuta oltre gli schieramenti politici
La morte di Bonino ha suscitato reazioni trasversali nel mondo politico, con sostenitori e avversari che hanno riconosciuto il peso della sua presenza nella storia istituzionale italiana. L’ex esponente radicale, scomparsa all’età di 78 anni, era stata protagonista di incarichi nazionali ed europei, tra cui quello di ministra degli Esteri e di commissaria europea.
Il suo percorso pubblico è stato segnato da campagne sui diritti civili, dall’attività nel Partito Radicale e dall’impegno per temi internazionali. Negli anni ha mantenuto un ruolo centrale nel dibattito politico anche dopo periodi difficili dal punto di vista personale, continuando a intervenire sui temi dell’integrazione europea e delle libertà individuali.
La camera ardente rimane aperta per consentire ai cittadini di partecipare all’omaggio pubblico, mentre i funerali di Stato in forma laica sono previsti martedì nella Protomoteca del Campidoglio.
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