Controlli Fisco 2026, come cambia la strategia con il nuovo algoritmo

Controlli Fisco 2026, come cambia la strategia con il nuovo algoritmo
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Redazione Economia Redazione Economia   -   I controlli Fisco 2026 saranno caratterizzati da un ricorso più esteso all’incrocio dei dati digitali e all’uso di un nuovo algoritmo per rendere gli accertamenti più selettivi. Dopo una fase in cui l’Agenzia delle Entrate aveva privilegiato la compliance e gli inviti bonari per favorire la correzione spontanea di errori e omissioni, la strategia torna a puntare con maggiore decisione sulle verifiche tradizionali. L’obiettivo illustrato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è rafforzare l’attività ispettiva attraverso strumenti che consentano di individuare in modo più mirato le posizioni da sottoporre a controllo, con particolare attenzione ai dati disponibili e al loro incrocio.

Più accertamenti e verifiche mirate nel 2026

I numeri dell’ultimo anno fiscale mostrano già un incremento dell’attività di controllo. Nel 2025 gli accertamenti sono stati oltre 223.000, con una crescita del 18% rispetto all’anno precedente, pari a quasi 34.000 verifiche in più. Oltre l’11% degli accertamenti ha riguardato i titolari di Partita IVA. I dati sono stati diffusi dal Ministero dell’Economia sulla base delle rilevazioni della Corte dei conti durante il question time in Commissione Finanze alla Camera, dove è stata illustrata anche la linea di rafforzamento delle attività di contrasto all’evasione fiscale.

Secondo quanto illustrato dalla sottosegretaria Albano, il potenziamento dei controlli si inserisce in una strategia che punta a migliorare l’efficacia delle verifiche. L’amministrazione finanziaria intende infatti rendere gli accertamenti sempre più selettivi, concentrando le risorse sui casi ritenuti maggiormente rilevanti grazie all’analisi dei dati disponibili. In questo contesto, il ricorso all’Intelligenza Artificiale e all’incrocio massivo delle informazioni rappresenta uno degli elementi che caratterizzeranno il cambio di passo previsto per il 2026.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e il tema delle indagini bancarie

Nel confronto con le osservazioni contenute nel Rendiconto 2025 della Corte dei conti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ribadito che il nuovo approccio punta a controlli fiscali più chirurgici. L’impiego dell’Intelligenza Artificiale e degli strumenti di analisi dei dati viene indicato come uno dei fattori destinati a rendere più efficiente la selezione delle posizioni da verificare, con un utilizzo sempre più esteso delle informazioni disponibili per orientare l’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate.

Tra i temi richiamati figura anche quello delle indagini finanziarie. L’ordinanza n. 11368/2026 riporta l’attenzione sulla rilevanza dell’autorizzazione alle indagini bancarie nella motivazione dell’avviso di accertamento. La decisione evidenzia la mancata pronuncia sul punto, ma si confronta con un orientamento prevalente secondo cui tale autorizzazione costituisce un atto interno, non motivato e non necessariamente allegato all’avviso di accertamento, salvo che emerga un concreto pregiudizio per il contribuente.

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