Il ritorno trionfale dei CCCP sulla scena musicale a Berlino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Berlino Est, un tempo un carcere a cielo aperto, oggi appare divisa in due zone. La cintura esterna è un susseguirsi di condomini, casermoni e moschee. Più vicino al centro, lungo il fiume Sprea, magazzini e cantieri d'epoca comunista sono diventati sedi delle aziende multinazionali come Siemens, Coca-Cola e Universal.
Il ritorno dei CCCP
All'Astra Kulturhaus, un incrocio tra una balera e un centro sociale, i CCCP, il più significativo gruppo musicale degli anni Ottanta, hanno celebrato per tre giorni il loro ritorno sulle scene dopo quarant'anni. "Siamo arrivati tardi o forse troppo presto, comunque il nostro tempo non assomiglia al vostro", hanno dichiarato.
Un concerto indimenticabile
Durante il concerto, un cortocircuito ha fatto saltare il microfono sul palco dell'Astra Kulturhaus, proprio mentre Fatur recitava la sua poesia alla Carmelo Bene. Nonostante l'interruzione, lo spettacolo è potuto ripartire grazie a una multipresa recuperata dal pubblico.
Critiche e polemiche
Nonostante il successo del ritorno dei CCCP, non sono mancate le critiche. Alcuni fan hanno espresso la loro insofferenza per le incoerenze di Ferretti, Zamboni e compagni. Tuttavia, il ritorno dei CCCP è stato accolto positivamente da molti, che vedono nel loro ritorno un segno di avanguardia, nonostante siano passati quasi quarant'anni dalla loro formazione.
La filosofia dei CCCP
I CCCP, nati a Reggio Emilia e capitanati dal duo Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, con la complicità di Annarella e Fatur, hanno sempre cercato di mettere un ironico stigma sul capitalismo attraverso la loro musica. Con il loro ritorno, sembra che questa filosofia sia ancora più attuale che mai.




