Omicidio-suicidio a Finale Ligure, in 1.500 ai funerali con palloncini bianchi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’omicidio-suicidio a Finale Ligure ha riunito una folla silenziosa per l’ultimo saluto alla famiglia Baruzzo-Siri. Circa 1.500 persone hanno gremito nella mattinata di mercoledì 9 settembre l’interno e gli spazi esterni della basilica di San Giovanni Battista, partecipando alle esequie di Paola Siri, del figlio Mattia Baruzzo e del padre Daniele. Molti dei presenti avevano in mano palloncini bianchi, mentre la cerimonia si è svolta in un clima di raccoglimento e forte commozione.

La tragedia familiare e la ricostruzione della notte

La celebrazione funebre arriva dopo la tragedia avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 settembre. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo ha sparato alla moglie e al figlio per poi rivolgere l’arma contro se stesso e togliersi la vita. La vicenda ha coinvolto così l’intero nucleo familiare e ha provocato una profonda reazione nel centro savonese, dove nei giorni successivi alla scoperta delle tre morti l’amministrazione comunale ha disposto il lutto cittadino per il giorno delle esequie.

La presenza alla funzione ha coinvolto fasce diverse della popolazione, con una partecipazione particolarmente numerosa di ragazzi. Tra loro c’erano amici e conoscenti di Mattia, insieme a una nutrita rappresentanza del Finale FC, la realtà calcistica alla quale era legato. Il loro arrivo ha mostrato quanto fosse estesa la rete di relazioni del giovane e quanto l’accaduto avesse raggiunto anche l’ambiente sportivo locale. Accanto ai cittadini hanno preso parte alla cerimonia rappresentanti delle istituzioni, in una basilica rimasta avvolta da un rispettoso silenzio.

Le parole del vescovo e la presenza delle istituzioni

Le esequie sono state officiate dal vescovo della diocesi di Savona-Noli Calogero Marino insieme al parroco don Giuseppe Militello. Durante la celebrazione il presule ha richiamato il significato della preghiera davanti a una tragedia di questa portata, affermando: “Siamo qui per pregare senza alcun giudizio”. Nel suo intervento ha affrontato anche il tema della fragilità, ricordando che “la vulnerabilità è una condizione umana”. Parole pronunciate davanti ai familiari, agli amici e alle persone raccolte nella chiesa per accompagnare i tre feretri nell’ultimo saluto.

Alla funzione hanno partecipato anche il sindaco Angelo Berlangieri, diversi assessori e consiglieri comunali. La presenza degli amministratori si è inserita nella giornata di lutto proclamata in città, mentre il rito religioso ha visto affluire persone anche oltre la capienza dell’edificio sacro. Al termine della cerimonia, i palloncini tenuti dai partecipanti sono stati lasciati volare in cielo: un gesto scelto come saluto finale alla famiglia e come momento conclusivo di una mattinata segnata dal silenzio di quanti erano rimasti all’esterno della basilica.

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