Scandicci sul tetto del mondo: Antropova regina, Conegliano piegata in finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un pezzo d’Italia, anzi, due, si è conteso il Titolo più prestigioso a San Paolo del Brasile, dove la Savino Del Bene Scandicci ha scritto una pagina di storia conquistando il suo primo Mondiale per Club, il terzo trofeo internazionale dopo la Coppa CEV e la Challenge Cup. A imporsi, in una finale senza precedenti perché interamente nazionale, sono state le toscane, capaci di fermare il dominio delle venete della Prosecco Doc Imoco Conegliano con un secco 3-1: un risultato che interrompe la corsa delle pantere verso un quarto alloro, dopo quelli del 2019, 2022 e 2024. La partita, giocata su punteggi serrati e alterni, ha visto Scandicci portare a casa i primi due set, cedere il terzo e poi chiudere la pratica nel quarto, dimostrando una solidità mentale e tecnica fuori dal comune.

L’impronta di Gaspari e il fattore Antropova

A guidare la squadra fino a questo traguardo epocale è stato Marco Gaspari, l’allenatore originario di Collemarino, che ha saputo costruire una macchina competitiva perfetta per l’appuntamento iridato. La sua regia, tuttavia, è stata magnificamente interpretata in campo da elementi di assoluto valore, a partire da Ekaterina Antropova, eletta per l’ennesima volta miglior giocatrice della competizione. La russa, che aveva già ottenuto il riconoscimento di MVP nelle due precedenti vittorie europee del club, ha replicato sul palcoscenico mondiale, confermandosi come il perno insostituibile e la stella di questa squadra. Accanto a lei, altre hanno brillato, come le schiacciatrici Avery Skinner e Brenda Castillo, autrici di una prestazione di altissimo livello che ha messo in seria difficoltà la difesa avversaria.

La reazione di Conegliano e il tentativo di Gabi

Dal canto suo, l’Imoco Conegliano, seppure sconfitta, non ha certo disputato una partita da dimenticare, cercando fino all’ultimo punto di ribaltare le sorti dell’incontro. La squadra veneta, che poteva contare sull’esperienza e sulla classe di giocatrici del calibro della regista brasiliana Gabi, ha provato in ogni modo a trascinare le compagne verso il pareggio, specialmente nel terzo set vinto con autorità. Lo sforzo, però, non è bastato a contenere l’urto di una Scandicci in stato di grazia, determinata a non sprecare l’occasione di incidere il proprio nome per la prima volta nell’albo d’oro della competizione, un obiettivo raggiunto al debutto assoluto in questo torneo.

Un trofeo che vale un’epoca

La vittoria, al di là del valore sportivo immediato, sugella un ciclo di crescita costante per la società toscana, che in pochi anni è passata da essere una protagonista del panorama nazionale a potersi fregiare del titolo di campione del mondo. Un percorso, il suo, costruito con pazienza e visione, che oggi trova il suo apice in Brasile. Questo successo, del resto, non appartiene solo alle giocatrici in campo, ma a tutto un ambiente che ha creduto nel progetto, permettendo al volley italiano di vivere una giornata memorabile e di mostrare, ancora una volta, tutta la sua forza e competitività a livello globale.

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