Miopia infantile, occhiali di nuova generazione per rallentare la progressione: cosa dicono gli studi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Un paio di occhiali capaci non solo di correggere la vista da lontano, ma anche di rallentare la crescita dell’occhio che alimenta la miopia. È la promessa di una nuova generazione di lenti sperimentate su bambini in età scolare, con un dato che ha acceso l’interesse di oculisti e ottici: in alcuni studi controllati, dopo dodici mesi di utilizzo, la progressione media del difetto refrattivo nel gruppo trattato si è ridotta in modo significativo rispetto a chi indossava lenti monofocali tradizionali.
Il principio su cui si basano queste lenti non è nuovo, ma ha trovato solo di recente applicazioni commerciali con una validazione scientifica solida. Si tratta di occhiali progettati per creare un segnale di sfocatura periferica controllata – il cosiddetto defocus miopico – in grado di agire sui meccanismi che regolano l’allungamento assiale del bulbo oculare.
In pratica, la lente corregge il centro del campo visivo e, contemporaneamente, introduce una leggera sfocatura nella periferia della retina, dove si ritiene risiedano i segnali che inducono l’occhio a crescere troppo in lunghezza. Diverse aziende hanno sviluppato tecnologie concorrenti: microlenti asferiche disposte in anelli concentrici, lenti con geometrie composite su entrambe le superfici, lenti a indice di rifrazione differenziato.
Uno studio randomizzato controllato pubblicato su una rivista di oftalmologia ha valutato l’efficacia di lenti asferiche con microlenti in 138 bambini di età compresa tra 8 e 12 anni, seguiti per 24 mesi. Nel gruppo trattato, l’allungamento assiale medio è stato di 0,32 millimetri contro 0,68 millimetri del gruppo di controllo, con una riduzione del 52,94 per cento. La progressione miopica è risultata pari a −0,53 diottrie nel gruppo trattato e −1,21 diottrie nel gruppo di controllo, con una riduzione del 56,20 per cento.
Un altro trial, condotto su bambini israeliani di età media intorno ai 10 anni, ha riportato dopo 24 mesi una riduzione del 26 per cento nella progressione refrattiva e del 34 per cento nell’allungamento assiale per il gruppo trattato rispetto ai controlli.
La variabilità tra gli studi dipende dalle tecnologie impiegate, dall’età dei partecipanti, dai criteri di inclusione e dalla durata del follow-up. Alcuni trial hanno mostrato effetti più marcati nei bambini più piccoli, nella fascia 6-10 anni, e in quelli con genitori entrambi miopi. Altri hanno evidenziato come l’efficacia tenda a essere maggiore nel primo anno di utilizzo e a ridursi parzialmente negli anni successivi, pur mantenendo un beneficio cumulativo.
Giovedì 24 settembre, alle ore 21, a Materia è in programma un incontro pubblico dal titolo “Occhio al futuro, prevenire la miopia si può?”, dedicato proprio alla gestione della miopia infantile. Sul palco si confronteranno il dottor Simone Donati, oculista, Fabrizio Vettore, presidente di Federottica Varese, Elisa Gozzini di Hoya Lens Italia e Claudio Nicora, ottico e consigliere di Federottica.
Nicora, che ha curato un libretto informativo distribuito ai partecipanti, ha spiegato che nella pratica quotidiana esiste ancora un certo scetticismo verso questi strumenti, ma che per la prima volta ha tra le mani un prodotto con una validazione scientifica solida, con studi pubblicati paragonabili a quelli che un oculista è abituato a consultare.
Il lavoro dell’ottico, ha aggiunto, è cambiato molto negli ultimi 25 anni: gli strumenti oggi disponibili permettono valutazioni rapide e l’individuazione di situazioni borderline, indirizzando per tempo il cliente verso un controllo oculistico.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
