Mitsubishi Motors, robot umanoidi in fabbrica con l'IA per sopperire alla crisi del lavoro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La casa automobilistica giapponese Mitsubishi Motors ha siglato un accordo con Highlanders Inc., startup nata dall'Università di Tokyo, per introdurre robot umanoidi a intelligenza artificiale nei propri stabilimenti produttivi. L'iniziativa nasce per rispondere a una delle sfide più urgenti che il Giappone si trova ad affrontare: la carenza di manodopera, un problema strutturale legato all'invecchiamento della popolazione e al ricambio generazionale sempre più difficoltoso in un mercato del lavoro ormai rigido.

L'obiettivo dichiarato è quello di utilizzare l'IA per "catturare" il know-how degli operai più esperti, molti dei quali prossimi alla pensione, e trasferire queste competenze alle nuove generazioni attraverso l'automazione avanzata, conservando così un patrimonio di conoscenze che rischia altrimenti di andare perduto.

L'accordo con Highlanders e la tecnologia alla base del progetto

La startup Highlanders, fondata nel 2023, ha già sviluppato il modello "N", un robot umanoide che per altezza e peso replica fedelmente le fattezze umane, ed è in grado di camminare in modo fluido, svolgere compiti manuali complessi e interagire verbalmente con gli operatori.

La collaborazione con Mitsubishi Motors si inserisce nel filone della cosiddetta "physical AI", una tecnologia che consente alle macchine di prendere decisioni e agire in autonomia basandosi sulla percezione dell'ambiente attraverso telecamere e sensori, adattandosi a condizioni variabili e reagendo a imprevisti in modo simile a quanto farebbe un lavoratore esperto.

Come ha dichiarato Takao Kato, presidente e amministratore delegato di Mitsubishi Motors, i robot umanoidi possiedono un enorme potenziale per trasmettere in modo efficiente le conoscenze dei lavoratori più esperti, e proprio su questo principio si fonda l'intera strategia aziendale.

L'integrazione negli stabilimenti e i piani produttivi per il 2027

Il progetto prevede una fase iniziale in cui verranno impiegate alcune decine di unità robotiche all'interno degli stabilimenti del gruppo, con particolare attenzione alla linea di assemblaggio dei motori dello stabilimento di Kyoto, che è stata individuata come uno dei siti candidati a ospitare la sperimentazione. Ma l'ambizione dell'operazione va ben oltre un semplice test: a partire dal 2027, nello stesso impianto di Kyoto, Mitsubishi Motors intende attivare una linea di produzione dedicata alla costruzione dei robot, con una capacità prevista di 1.000 unità al mese.

Un passaggio, questo, che trasformerebbe il progetto da iniziativa pilota a componente strutturale e integrante della strategia produttiva del gruppo, ampliando il raggio d'azione dalla semplice automazione interna alla produzione su scala industriale di robot umanoidi.

Il contesto giapponese e la corsa all'innovazione nell'industria automobilistica

L'iniziativa di Mitsubishi Motors non è un caso isolato, ma si inserisce in un più ampio movimento che coinvolge l'intero settore automobilistico giapponese, da tempo impegnato ad accelerare sugli investimenti in robotica avanzata e IA per fronteggiare la crisi demografica e la contrazione della forza lavoro. Honda, ad esempio, ha sviluppato una mano robotica assistita dall'intelligenza artificiale per compiti di precisione, mentre Toyota sta sperimentando bracci robotici nella sua città-laboratorio Woven City, alle pendici del Monte Fuji.

La scelta di Mitsubishi Motors, tuttavia, si distingue per l'approccio sistemico e per la volontà di integrare i robot umanoidi non solo come sostituti della manodopera, ma come veri e propri veicoli di trasferimento e conservazione del sapere tecnico, un patrimonio che nelle fabbriche del Sol Levante viene tramandato di generazione in generazione e che oggi rischia di interrompersi bruscamente.

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