Tre preti martiri di Marzabotto diventano beati nella basilica di San Petronio
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Redazione Interno
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Tre preti martiri di Marzabotto sono stati proclamati beati durante la celebrazione presieduta nella basilica di San Petronio a Bologna dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. La beatificazione ha riguardato don Ubaldo Marchioni, padre Martino Capelli e don Elia Comini, sacerdoti uccisi durante l’eccidio di Monte Sole, conosciuto anche come strage di Marzabotto, compiuto dalle truppe naziste tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944.
Il martirio durante l’eccidio di Monte Sole
I tre sacerdoti furono inseriti tra le vittime della violenza nazista nella zona dell’Appennino bolognese, dove furono colpite numerose località con l’obiettivo dichiarato dagli occupanti tedeschi di eliminare la presenza partigiana. L’eccidio provocò 770 vittime e rappresenta uno degli episodi più drammatici della guerra in Italia. La vicenda dei tre religiosi è stata ricordata per la scelta di rimanere accanto alle persone affidate alla loro cura pastorale durante quei giorni di terrore.
Don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano, fu ucciso nella chiesa di Casaglia di Caprara il 29 settembre 1944, mentre si trovava con la popolazione del luogo. La sua morte avvenne nel contesto della strage che coinvolse soprattutto civili, tra cui donne e bambini. La causa di beatificazione dei sacerdoti legati alla tragedia di Monte Sole era stata avviata negli anni successivi alla guerra e ha portato al riconoscimento del martirio.
La storia di Martino Capelli ed Elia Comini
Padre Martino Capelli, appartenente ai Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, ed Elia Comini, salesiano, condivisero il servizio pastorale in una fase segnata dai combattimenti e dalle rappresaglie. I due sacerdoti avevano costruito un rapporto di amicizia e fraternità religiosa prima di essere coinvolti negli eventi che portarono alla loro uccisione. La beatificazione ha unito le loro figure a quella di Marchioni come testimonianza di una presenza sacerdotale vissuta accanto alla popolazione.
Elia Comini era nato nel territorio bolognese e aveva svolto attività educativa come insegnante salesiano prima di tornare nella sua zona durante la fase finale della Seconda guerra mondiale per assistere feriti e sfollati. Le ricostruzioni sulla sua vicenda ricordano la cattura insieme ad altri ostaggi e l’uccisione avvenuta nel contesto delle operazioni naziste nell’area di Pioppe di Salvaro.
La celebrazione a Bologna e il messaggio della Chiesa
La cerimonia di beatificazione si è svolta domenica 27 settembre 2026 nella basilica di San Petronio, con la partecipazione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, insieme ad altri vescovi e sacerdoti. Il cardinale Semeraro ha presieduto il rito che ha ufficializzato l’iscrizione dei tre religiosi nel numero dei beati.
Durante la celebrazione è stato ricordato il significato della scelta compiuta dai tre sacerdoti: non cercarono la morte, ma rimasero vicini alle persone affidate alla loro responsabilità religiosa nel momento della persecuzione. Il riconoscimento ecclesiastico ha riguardato tre figure appartenenti a realtà diverse della Chiesa: il clero diocesano, la congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore e la famiglia salesiana.
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