Scandalo Acciaierie d'Italia: falsificazione dei dati sulle emissioni di CO2
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Redazione Interno
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L'Acciaierie d'Italia, precedentemente conosciuta come Ilva, è al centro di un enorme scandalo. La Procura di Taranto ha accusato l'azienda di aver falsificato i dati sulle emissioni di CO2 durante la gestione di ArcelorMittal, sotto la guida dell'ex amministratore delegato Lucia Morselli.
Falsificazione dei dati per ottenere vantaggi
L'accusa sostiene che l'azienda avrebbe manipolato i dati sulle emissioni di CO2 con l'obiettivo di ottenere ulteriori vantaggi nell'assegnazione delle quote di emissione gratuite. Dieci persone sono state indagate per truffa ai danni dello Stato, tra cui ex amministratori, dipendenti, procuratori e collaboratori pro tempore.
La posizione dei commissari dell'ex Ilva
I commissari dell'ex Ilva hanno preso una posizione ufficiale in merito all'inchiesta. Hanno garantito la massima collaborazione alle autorità competenti per fare luce sull'accaduto, riferendosi alle attività dell'azienda durante la precedente gestione.
Le intercettazioni di Lucia Morselli
Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d'Italia, è stata intercettata dai finanzieri del comando provinciale di Bari mentre spiegava come alcuni dati fossero stati manipolati per ottenere le quote di CO2. Queste intercettazioni confermano i dubbi maturati dalle fiamme gialle e dal pubblico ministero Francesco Ciardo della procura di Taranto, che coordina l'inchiesta.
La promessa di collaborazione da parte di Acciaierie d'Italia
Acciaierie d'Italia, ora in amministrazione straordinaria, ha garantito la massima collaborazione alle autorità competenti per fare luce sull'accaduto. Il nuovo management ha sottolineato che, dal momento del suo insediamento, ha avviato attività di verifica sui processi aziendali.




