Schlein lancia l’appello all’unità del centrosinistra e allarga la maggioranza nel Pd
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Redazione Interno
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Un appello netto all’unità e alla responsabilità, che suona quasi come un monito, è stato pronunciato da Elly Schlein durante l’Assemblea nazionale del Partito democratico, occasione che ha formalmente sancito l’ampliamento della maggioranza interna con l’ingresso dell’area facente capo al presidente Stefano Bonaccini. La segretaria, nel suo intervento, ha voluto marcare una discontinuità definendo conclusa la stagione delle divisioni, mentre si è affermata come guida indiscussa di un partito che intende presentarsi compatto alla sfida dei prossimi anni. "Questa assemblea – ha dichiarato, in una critica nemmeno troppo velata agli eventi dell’avversario – non è una kermesse, non è un evento con spettatori", sottolineando come i presenti fossero invece "protagonisti a pieno Titolo" di un organismo dirigente eletto democraticamente.
Il confronto serrato con l’avversario politico
Il discorso, articolato e diretto, non ha mancato di includere un serrato confronto a distanza con la premier Giorgia Meloni, accusata esplicitamente di sottrarsi al dibattito in Parlamento. "È Meloni che fugge dal confronto, non io", ha rimarcato Schlein, invitando la capo del governo a misurarsi con "il Paese reale", fatto di questioni concrete che il Pd intende porre al centro della propria azione. La replica, arrivata dopo gli attacchi della leader di Fratelli d’Italia, sembra aver dato il via a quella che si preannuncia come una lunga battaglia politica in vista delle prossime scadenze elettorali, con la segretaria dem che lancia l’idea di un’alleanza programmatica nel centrosinistra.
Una maratona assembleare per rinsaldare il partito
La lunga giornata di lavori, durata oltre sei ore, si è conclusa con un vazio di no alla relazione della segretaria, un dato che – al di là di qualche malumore residuo, espresso tanto da alcune voci riformiste quanto da una parte dell’area più a sinistra – segnala una consolidata tenuta della leadership. L’ingresso formale di Bonaccini nella maggioranza, del resto, viene interpretato come il sigillo su un processo di unificazione delle diverse anime del partito, il quale, dopo fasi congressuali talvolta aspre, sembra voler voltare pagina. Schlein, del resto, ha ribadito con forza il concetto di essere "la guida di tutti", chiamando ciascuno a una piena corresponsabilità.
Le priorità di un cantiere politico aperto
Oltre alle questioni di strategia politica e di assetto interno, l’intervento ha tracciato con chiarezza i pilastri programmatici su cui il Partito democratico intende costruire la propria proposta per il futuro. Sanità, salari e una revisione del sistema fiscale sono stati indicati come terreni prioritari d’impegno, temi che, secondo la visione della segretaria, rappresentano le vere ansie e necessità dei cittadini. Un dovere verso di loro, quello di costruire un’alternativa unita e credibile, che Schlein ha indicato come la bussola per il lavoro che attende il partito nel lungo percorso verso il 2027, sfidando l’avversario a un confronto sui contenuti piuttosto che sulla propaganda.
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