Zelensky chiede a Trump nuove sanzioni contro la Russia: il pressing su Usa e Ue
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha chiesto a Donald Trump e ai vertici dell’Unione europea di imporre nuove sanzioni contro la Russia, rilanciando la pressione diplomatica su Mosca. Il presidente ucraino ha indicato in particolare il cosiddetto Lindsey Graham Act come possibile strumento da applicare contro il Cremlino e contro i Paesi che sostengono economicamente lo sforzo bellico russo.
La richiesta di Kiev a Washington e Bruxelles
In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha invitato il presidente statunitense ad adottare le misure previste dalla legge sulle sanzioni sostenuta dal senatore Lindsey Graham, chiedendo contemporaneamente un intervento europeo più incisivo. Il capo dello Stato ucraino ha rivolto l’appello anche ad António Costa, presidente del Consiglio europeo, e a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, sollecitando nuove restrizioni contro Mosca.
Il provvedimento citato da Kiev prevede un pacchetto di misure rivolte alla Russia e ai soggetti che contribuiscono al finanziamento della guerra. La legge è stata firmata da Trump e comprende strumenti contro esponenti russi, strutture economiche strategiche e Paesi che mantengono rapporti commerciali con Mosca. La posizione ucraina punta a utilizzare queste misure come leva politica mentre proseguono i tentativi diplomatici per fermare il conflitto.
Trump parla di un possibile accordo prima dell’inverno
Donald Trump ha dichiarato che Vladimir Putin e Zelensky potrebbero raggiungere un’intesa prima dell’arrivo del pieno inverno. La frase, riportata da Bloomberg, è arrivata nel contesto delle iniziative statunitensi per favorire nuovi contatti tra Mosca e Kiev. Il presidente americano ha anche confermato di aver respinto una proposta iraniana per una tregua di sette giorni, senza collegare pubblicamente la decisione al dossier ucraino.
Nei giorni precedenti Trump aveva indicato la possibilità di nuovi negoziati tecnici trilaterali negli Emirati Arabi tra Stati Uniti, Ucraina e Russia. L’iniziativa era stata accompagnata anche dall’ipotesi di un incontro diretto con Putin, proposta che Zelensky ha respinto rispetto alla possibilità di recarsi a Mosca. I colloqui diplomatici si inseriscono in una fase caratterizzata da tentativi di riaprire un canale negoziale tra le parti.
La posizione di Mosca e gli ostacoli ai negoziati
Vladimir Putin ha dichiarato di stare valutando la ripresa dei negoziati con Kiev, ma ha indicato alcuni ostacoli. Secondo il presidente russo, Mosca sarebbe stata disponibile a riavviare i colloqui dopo le elezioni, accusando però l’Ucraina di aver tentato un attacco contro la capitale russa e di aver colpito seggi elettorali.
Parallelamente al confronto diplomatico, il tema della sicurezza energetica è entrato nelle discussioni tra Washington e Kiev. Zelensky ha collegato eventuali passi sulle infrastrutture energetiche alla necessità di garanzie reciproche, mentre Trump ha espresso preoccupazione per gli effetti degli attacchi sulle raffinerie russe e sui mercati dei carburanti.
Nel confronto con Xi Jinping, Trump ha inoltre riferito di aver discusso di intelligenza artificiale, sostenendo che il leader cinese avrebbe apprezzato l’idea di utilizzare l’espressione “super intelligenza” al posto di intelligenza artificiale perché considerata più precisa ed elegante.
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