Toro travolto a Valencia, ma tra le macerie spuntano Simeone e Zapata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   VALENCIA. Quella che doveva essere una tappa di rodaggio si è trasformata in un’amara lezione per il Torino, travolto 3-0 dal Valencia in un’amichevole che ha messo in luce tutte le fragilità di una squadra ancora acerba. Se il punteggio, già di per sé impietoso, riflette la netta superiorità degli spagnoli, ancor più preoccupante è la facilità con cui i granata hanno concesso gol, ripetendo gli stessi errori del 3-1 subito pochi giorni prima contro il Monaco. Una difesa traballante, una costruzione farraginosa e la mancanza di incisività in attacco: il quadro è quello di un cantiere aperto, con Ivan Jurić – che da quest’anno ha lasciato il posto a Marco Baroni – chiamato a risolvere problemi non da poco prima dell’esordio in campionato contro il Modena.

Non è bastata l’espulsione di Anjorin, arrivata nel secondo tempo dopo un secondo giallo, a giustificare una prestazione così opaca. Il Valencia, pur senza forzare eccessivamente il ritmo, ha controllato il match con disinvoltura, trovando il primo gol grazie a Aboukhlal, autore di una prova vivace ma poco precisa nei conclusioni. Le altre reti sono arrivate quasi in scioltezza, mentre il Toro faticava persino a impostare un’azione organica. Israel, centrale difensivo su cui la società ha puntato per rinnovare il reparto, ha mostrato incertezze nella gestione palla, confermando che l’adattamento alla Serie A richiederà tempo.

Tra le poche note positive, l’esordio di Giovanni Simeone, entrato al 58’ e subito protagonista di qualche scatto promettente. L’argentino, arrivato in prestito dal Napoli, ha iniziato la sua avventura granata proprio al Mestalla, stadio che per un curioso gioco del destino sorge a pochi passi dall’ex Bar Torino, locale dove nel 1919 nacque il club valenciano. Un dettaglio che qualcuno potrebbe leggere come un segno del destino, ma che certo non basta a cancellare le ombre di una serata difficile. Stesso discorso per Duván Zapata, rientrato dopo un infortunio e rimasto in campo solo cinque minuti: troppo poco per valutarlo, ma sufficiente a dare un barlume di ottimismo per l’attacco.

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