Tensione tra UE e Russia ai limiti della guerra ibrida: la sfida dei droni nei cieli nordici
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Tensione ai limiti della guerra ibrida tra UE e Russia, mentre i cieli del Nord Europa sono solcati da droni. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, intervenendo alle Nazioni Unite, ha dichiarato che Mosca non ha alcuna intenzione di attaccare i Paesi della Nato, lasciando intendere, al contempo, di nutrire qualche speranza per la prosecuzione del dialogo con gli Stati Uniti, ora che Donald Trump è di nuovo presidente.
Le dichiarazioni di Lavrov e l'allarme per i droni
Queste affermazioni giungono in un momento di forte attrito, mentre dalla Danimarca alla Norvegia, fino alla Germania, si moltiplicano gli allarmi per sorvoli non autorizzati di droni sopra installazioni sensibili. Gli apparati di intelligence ricondurrebbero questi episodi a una strategia di provocazione orchestrata dal Cremlino, la cui natura sfuggente rende ogni valutazione definitiva particolarmente complessa.
La definizione di "guerra ibrida" del commissario Ue
Proprio su questa percezione di una minaccia sottile e pervasiva ha posto l’accento il commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, il quale ha utilizzato esplicitamente la definizione di “guerra ibrida” per descrivere lo stato delle relazioni con la Russia. “Stiamo assistendo a ogni tipo d'azione russa”, ha affermato Dombrovskis, “dalla disinformazione ad atti di sabotaggio, fino all'uso dell'immigrazione clandestina come arma”, delineando una contrapposizione asimmetrica che mira a minare la stabilità dell’Unione Europea e della Nato.
La risposta russa e il clima di incertezza
La risposta di Lavrov alle accuse europee di violazione degli spazi aerei è stata netta. Il capo della diplomazia russa ha respinto ogni accusa, ribadendo la volontà di rispondere a quelle che ha definito “aggressioni”. Questa posizione alimenta un clima di reciproca diffidenza, nel quale anche un malinteso potrebbe innescare escalation pericolose. La mancanza di rivendicazioni ufficiali per i voli dei droni non fa che aumentare il senso di incertezza.
Gli episodi concreti e la strategia della tensione
L’allarme di Bruxelles trova concretezza nei cieli sopra la base militare di Karup, in Danimarca, e sopra quella norvegese di Orland. La comparsa di questi velivoli non identificati, se letta in sequenza, assume le caratteristiche di una campagna di pressione psicologica e di esplorazione delle difese alleate, una strategia che punta a testare i tempi di reazione e la resilienza dei paesi colpiti in uno scenario dove i confini tra operazioni militari e intelligence sono volutamente indistinti.




