La fuga di Andrea Cavallari, dalla Dozza a Lloret de Mar: taxi, BlaBlaCar e 800 euro falsi
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Redazione Interno
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La fuga di Andrea Cavallari, il 26enne condannato a 11 anni e 10 mesi per la strage di Corinaldo, si è conclusa dopo quindici giorni nella hall di un hotel a Lloret de Mar, località turistica della Costa Brava a pochi chilometri da Barcellona. Arrestato giovedì 17 luglio mentre effettuava il check-out, il giovane era evaso dal carcere della Dozza di Bologna il 3 luglio, giorno in cui aveva ottenuto un permesso premio per discutere la tesi in Scienze Giuridiche all’Università di Bologna. Un’occasione che avrebbe dovuto segnare una svolta legale, ma che si è trasformata nell’inizio di una rocambolesca latitanza.
Non avendo mai conseguito la patente, Cavallari ha viaggiato sfruttando taxi, noleggi con conducente e persino BlaBlaCar, la piattaforma di car pooling che negli anni scorsi utilizzava per raggiungere le discoteche coinvolte nelle razzie della banda dello "spray al peperoncino". Un metodo di spostamento che, se in passato era funzionale alle sue attività criminali, questa volta è diventato l’elemento chiave della sua cattura. Le indagini hanno ricostruito un itinerario complesso, che lo ha portato da Bologna alla Spagna passando per la Francia, con l’ausilio di una rete di contatti e l’uso di documenti falsi.
Tra i dettagli più significativi emersi, gli 800 euro in banconote contraffatte trovati al momento dell’arresto, insieme a un’identità fittizia che gli aveva permesso di muoversi senza destare sospetti. La carta di credito, intestata a un nome diverso dal suo, è stata uno degli elementi che hanno permesso alle forze dell’ordine di risalire alla sua posizione. Nonostante i tentativi di confondere le tracce, le telecamere dell’hotel lo hanno ripreso mentre usciva, fornendo l’ultimo tassello per il blitz della polizia spagnola.




