Andrea Cavallari, la fuga senza patente tra car pooling e documenti falsi: «Incastrato dalla carta di credito»
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Redazione Interno
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Andrea Cavallari, il 26enne condannato per la strage di Corinaldo – dove, nel dicembre 2018, persero la vita sei persone durante il concerto di Sfera Ebbasta – è stato arrestato a Lloret de Mar, in Spagna, dopo due settimane di latitanza. La sua evasione, iniziata il 3 luglio dopo un permesso per discutere la tesi all’Università di Bologna, si è rivelata una fuga organizzata con meticolosità, tra identità false, spostamenti in car pooling e il sostegno di una rete di contatti che gli ha permesso di eludere i controlli.
Quando è stato fermato dalle autorità spagnole, Cavallari aveva con sé un documento intestato a «Antonio Saitta» e 800 euro in banconote contraffatte. A tradirlo, tuttavia, sarebbe stata una transazione con la sua carta di credito, utilizzata nonostante la fuga e rintracciata dalle indagini. La ricostruzione dei carabinieri del Ros e della polizia catalana ha delineato un percorso che, da Bologna, lo ha portato in Costa Brava attraverso tappe in alberghi e spostamenti con BlaBlaCar, servizio di cui avrebbe abusato per coprire le tracce.
La sua latitanza, più che un’evasione clandestina, ha assunto i contorni di un viaggio turistico: soggiorni in strutture alberghiere, pasti in ristoranti e persino acquisti di souvenir. Un comportamento che ha stupito gli investigatori, considerando il profilo mediatico del fuggitivo, legato a una delle pagine più tragiche della recente cronaca nera italiana. Cavallari, infatti, era stato condannato a 12 anni per concorso in disastro colposo e omicidio colposo plurimo, reati connessi al caos scoppiato quella notte alla discoteca Lanterna Azzurra, quando il panico per uno spray al peperoncino causò una calca mortale.




