Un blitz antidroga a Istanbul ferma Can Yaman, poi rilasciato. Tra gli arrestati anche l'attrice Selen Görgüzel
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Redazione Interno
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La realtà, come spesso accade, supera la fiction più audace, trasformando un attore nel personaggio di una cronaca giudiziaria che ha lasciato di stucco i suoi milioni di fan. Can Yaman, l'idolo televisivo che nel recente "Sandokan" ha vestito i panni dell'eroe, è stato fermato dalle autorità turche durante un'operazione antidroga nella sua Istanbul, per poi essere rilasciato nella stessa serata. Il blitz, scattato in un hotel dopo una soffiata, ha portato alla cattura di quella che i media locali hanno subito ribattezzato la "Tigre della Malesia", in un cortocircuito tra lo schermo e la vita reale che non ha mancato di suscitare scalpore.
L'operazione che ha coinvolto vip e personaggi pubblici
L'azione di polizia, parte di un'indagine più ampia sul traffico di sostanze stupefacenti che da mesi coinvolge l'ambiente dello spettacolo e del giornalismo, non si è limitata all'attore. Sono infatti sei le persone arrestate nell'ambito della stessa retata, tra cui spicca la figura di Selen Görgüzel, attrice e conduttrice molto popolare in patria, nota per le sue posizioni spesso trasgressive e per una vita sentimentale seguita con attenzione dai tabloid. La sua notorietà, che l'ha resa un'ospite fissa dei talk show, si è intrecciata con questa inchiesta, aggiungendo un ulteriore tassello alla lista di vip finiti nel mirino delle forze dell'ordine.
Le difese e lo scetticismo dell'entourage
Mentre la notizia del fermo si diffondeva, sollevando un inevitabile polverone, sono emerse anche voci di chi difende a spada tratta l'attore, mettendo in dubbio le accuse. Tra queste, spicca quella del suo preparatore atletico durante le riprese di "Sandokan", Emiliano Novelli, il quale ha dichiarato con decisione di ritenere impossibile che Yaman faccia uso di droghe. "Non avrebbe retto gli allenamenti", ha affermato, sottolineando come l'attore, durante la preparazione fisica per il ruolo, non abbia mai assunto nemmeno un integratore. Dichiarazioni che, se da un lato testimoniano la sorpresa di chi lo ha visto lavorare, dall'altro si scontrano con la fredda procedura delle indagini.
La parabola dallo schermo alle sbarre
La vicenda disegna una parabola singolare per Can Yaman, che solo di recente, nel personaggio dell'ispettore di polizia nella serie "Viola come il mare", indagava sul crimine dalla parte della legge. Un percorso che, almeno per un giorno, si è bruscamente invertito, portandolo dall'altra parte delle sbarre, seppur in un fermo di durata limitata. I dettagli dell'operazione, ricostruiti dalla stampa locale, parlano di un'azione rapida e mirata, mentre le indagini proseguono per chiarire dinamiche e responsabilità, in un contesto che vede la giustizia turca particolarmente attiva in questo specifico settore.




