Papu Gomez: "Dopo la squalifica ho scoperto chi mi vuole bene. Il calcio è un circo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La seconda vita di Alejandro Gomez, detto Papu, non è quella iniziata il 18 dicembre di quattro anni fa, quando stringeva tra le mani la Coppa del Mondo vinta con l'Argentina, e che si concluderà il prossimo 19 luglio, data in cui cesserà ufficialmente di essere campione del mondo in carica. La sua esistenza, costellata da ripartenze e cadute che a spanne rappresentano almeno la quarta o quinta rinascita, è oggi quella che sta attraversando in questi giorni, in attesa di poterne vivere un'altra ancora.
Le dichiarazioni rilasciate al termine di questa travagliata stagione raccontano di un uomo che ha dovuto fare i conti con la solitudine, con il proprio corpo e con un ambiente che, come lui stesso definisce, si trasforma in un circo quando le cose si mettono male.
Il dolore fisico e il lavoro quotidiano
Il presente del Papu è fatto di chilometri e sacrifici: duecento chilometri al giorno per raggiungere l'Isokinetic di Bologna, dove sta curando la caviglia che lo scorso marzo è stata "pulita" dagli osteofiti attraverso un intervento chirurgico. L'argentino racconta di non poterne più di giocare infiltrato, una pratica che aveva reso insostenibile la sua condizione, tanto che dopo un mese e mezzo di terapia conservativa non riusciva neanche a correre.
L'obiettivo è fissato al 10 luglio, data in cui dovrebbe essere pronto per il ritiro precampionato con il Padova, squadra che lo ha ingaggiato nel luglio di un anno fa, quando era ancora sotto squalifica per doping e i veneti festeggiavano la fresca promozione in Serie B.
La squalifica e il valore delle relazioni
Proprio quel periodo buio, segnato dalla positività al test antidoping, ha rappresentato per Gomez un momento di profonda riflessione sulla natura dei rapporti umani all'interno del calcio che conta. L'ex giocatore dell'Atalanta, ora in prestito al Padova, ha ammesso senza mezzi termini di aver scoperto, in quella fase di esclusione forzata, chi gli fosse davvero vicino e chi, invece, si fosse allontanato.
Tra le poche certezze emerse in quell'anno di sospensione, spicca la figura della moglie, alla quale ha dichiarato di dover dire grazie per il sostegno ricevuto, unico faro in un panorama che definisce cinico e spettacolarizzato, dove l'etichetta di campione del mondo conta fino a quando si è utili sul campo.
Il futuro e l'ultima opportunità
Nonostante le voci di un possibile divorzio anticipato dal club biancoscudato, circostanza che sarebbe legata a una valutazione tecnica del nuovo progetto e alla decisione già comunicata al suo procuratore di non rinnovare il rapporto oltre la scadenza contrattuale del 30 giugno 2027, Papu Gomez insiste sulla propria volontà di restare.
"Ho un altro anno di contratto e a Padova sto bene, qui sta bene la mia famiglia: non ho intenzione di andarmene", ha dichiarato nella lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, sottolineando come le nove partite giocate con questa maglia non gli bastino per sentirsi appagato.
La realtà dei fatti, però, racconta di un giocatore che nelle ultime tre stagioni non ha praticamente mai messo piede in campo: il primo biennio cancellato dalla squalifica per doping, e quest'anno, al rientro, una serie di infortuni e l'operazione alla caviglia lo hanno tenuto ai margini, rendendo la sua permanenza in Veneto più un miraggio che una certezza.
La condanna e la rinascita mancata
L'azzurro della nazionale argentina, che a 37 anni vede il tramonto della carriera avvicinarsi inesorabilmente, ha dovuto fare i conti con una squalifica di due anni che lo ha allontanato dai campi proprio nel momento in cui avrebbe potuto raccogliere i frutti del trionfo mondiale. La positività riscontrata in un controllo effettuato durante il Mondiale in Qatar, che gli è costata una lunga sospensione, ha di fatto interrotto la sua corsa, trasformando un campione in carica in un calciatore costretto a inseguire il tempo perduto.
Oggi, mentre lavora per essere pronto al raduno di luglio, il Papu sa che il suo futuro è appeso a un filo, tra la fedeltà dichiarata a un progetto che sembra averlo già archiviato e la volontà di chiudere dignitosamente una carriera che lo ha visto trionfare sui palcoscenici più importanti del mondo.




