Il secondo colpo di scena al Grande Fratello Vip: Alessandra Mussolini vola in finale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La legge non scritta, quella che trasforma l’antipatia in consenso e l’isolamento in trionfo, ha colpito ancora. Ieri sera, durante la quattordicesima puntata del reality show condotto da Ilary Blasi, il pubblico ha decretato che Alessandra Mussolini – reduce da una settimana di fuoco segnata da litigi, crisi di nervi e una solitudine quasi palpabile all’interno della Casa – è ufficialmente la seconda finalista di questa edizione. Con una percentuale del 43.43% dei voti, l’ex parlamentare ha spazzato via la concorrenza, lasciando sul campo avversarie decisamente più defilate come Adriana Volpe e trasformando la diretta in un ring verbale dove il trofeo non era solo la finale, ma la rivalsa personale su chi, fino a pochi giorni prima, ne auspicava l’addio.
La rivincita di chi “non sopporta” e l’effetto boomerang del televoto
Sei concorrenti erano in nomination all’inizio della serata: Marco Berry, Adriana Volpe, Lucia Ilardo, Francesca Manzini, Raul Dumitras e la stessa Mussolini. Nessuno di loro, però, sapeva di giocarsi un posto per l’ultima tappa del viaggio. Quando Ilary Blasi ha svelato il meccanismo, la tensione è schizzata alle stelle. Antonella Elia – già in finale da settimane e storica rivale della Mussolini – è stata chiamata a dare l’annuncio decisivo in studio: un ruolo, questo, che l’ha trasformata involontariamente nella madrina della vittoria della sua nemica. Apre la busta, legge il nome, e la sua espressione, tra il broncio e l’incredulità, regala alla cronaca televisiva un’istantanea perfetta del paradosso del Grande Fratello: più due concorrenti si detestano, più il pubblico li vuole insieme, faccia a faccia, fino alla fine. “Ma cosa ci trovate in lei? Ve lo devo spiegare”, ha chiesto la Elia, manifestando un disprezzo che, paradossalmente, ha alimentato il consenso per la Mussolini.
Il dato televoto non ammetteva repliche: Alessandra ha battuto sul filo di lana Adriana Volpe, la quale aveva scelto una linea diplomatica, quasi silenziosa, nel tentativo di non esporsi alle polemiche. Questa strategia della “paura”, evidentemente, non ha pagato contro la veemenza di chi, come la Mussolini, ha trasformato la propria insofferenza in spettacolo. Lo dimostra il fatto che, prima della proclamazione, la diretta si fosse aperta con il racconto della crisi della concorrente: “C’è stato l’ennesimo litigio con Antonella, lei non mi parla da giorni” e “sono diventata insofferente alle voci di Marco Berry”. Piangeva, minacciava di andarsene, accusava gli altri di essere “spietati”; e quella vulnerabilità esagerata – unita alla promessa, subito dopo la vittoria, di “fare un macello in casa” – ha convinto il pubblico che lei, più di ogni altra, meritasse di restare.
Marco Berry, il fondo della classetta e la scelta di Elia
Se da un lato Alessandra Mussolini festeggia, dall’altro lato della classifica c’è chi raccoglie solo briciole. Marco Berry, l’illusionista che durante la settimana ha definito la Mussolini “Abelarda Prunotti” per sfotterla, si è fermato a un misero 2.64%. Condannato ai margini, Berry ha avuto comunque il merito – o il demerito – di accendere gli animi: i suoi toni, giudicati offensivi sia dalle opinioniste Selvaggia Lucarelli sia da Cesara Buonamici, lo hanno reso il parafulmine delle critiche in studio. Più che la vittoria, per lui ieri sera è arrivata la consapevolezza di dove si colloca realmente nella gerarchia del gradimento popolare.
Non si salva dalle polemiche nemmeno Antonella Elia. Dopo aver letto il verdetto, la sua frustrazione è esplosa: “Con lei è come vivere un incubo, questa è la casa degli orrori”. Reazioni, queste, che gettano un’ombra lunghissima sulle prossime settimane. Se la Mussolini è in finale e la Elia già lo è, il pubblico ha voluto ufficializzare la “guerra delle tre A” (Antonella, Alessandra, Adriana) che, fino a ieri, era solo un sottoTitolo della stampa. Ora, però, è un fatto: le due nemiche si giocheranno il tutto per tutto sul palco della finalissima.
Raimondo Todaro e la grazia in mezzo al caos
Mentre la “casa più spiata” tremava per le urla tra Mussolini e Berry, c’è stato un angolo della serata dedicato a un’emozione totalmente diversa, quasi fuori tempo massimo. Raimondo Todaro, il ballerino noto per la sua riservatezza, ha rivissuto la sua “linea della vita” e non ha potuto trattenere le lacrime. Le sue lacrime, però, non erano per i litigi o per i giochi di potere, ma per Francesca Tocca, l’ex moglie con cui ha condiviso anni di carriera e affetto. In un’edizione dominata dai falò e dalle frecciate velenose, il racconto struggente di Todaro – che ha saputo parlare della separazione con il garbo di chi non cerca colpevoli – ha rappresentato uno dei picchi narrativi più autentici della puntata.
E proprio in quella narrazione parallela si legge il senso del caos generalizzato. Da un lato c’è Todaro che commuove parlando di rispetto e di ricordi; dall’altro c’è la Elia che, in un misto di malinconia e rancore, riaccende i riflettori su una relazione importante del suo passato. Due modi diametralmente opposti di fare televisione, ma ugualmente efficaci nel tenere incollati i telespettatori allo schermo, in attesa di capire chi, tra tutte queste anime perse e urlanti, avrà la meglio nella notte della finale ormai imminente.




