Case popolari a Milano, 17mila famiglie in attesa e meno di mille assegnazioni all'anno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Milano l'emergenza abitativa ha smesso da tempo di essere una fase congiunturale per diventare una condizione strutturale. I numeri raccontano una città in cui la domanda di casa popolare resta enormemente superiore all'offerta: oltre 17mila famiglie sono in graduatoria per un alloggio di edilizia residenziale pubblica, mentre le assegnazioni effettive faticano a superare le mille unità all'anno. Nel solo 2025 gli sfratti eseguiti nel capoluogo lombardo sono stati 1.597, un dato in netta crescita rispetto ai 133 dell'anno precedente.

Il mercato privato e i prezzi fuori scala

Se la casa popolare rappresenta l'ultimo argine per le fasce più deboli, il mercato privato milanese continua a muoversi su valori che escludono quote crescenti di popolazione. Nel primo semestre del 2026 il prezzo medio richiesto per l'acquisto di un'abitazione in città si è attestato intorno ai 5.600-5.675 euro al metro quadro, con una crescita del 2,6% rispetto all'anno precedente. Sul fronte delle locazioni la media si aggira sui 22 euro al metro quadro al mese, con punte che per un trilocale possono superare i cinquemila euro mensili.

La conseguenza è che l'accessibilità abitativa si restringe soprattutto per i nuclei monoreddito. Stando ai dati elaborati da Immobiliare.it Insights, un nucleo con un solo reddito può permettersi appena il 6,2% degli immobili presenti sul mercato delle compravendite, mentre per una famiglia con due redditi la quota sale a circa il 39%. Ancora più critico il quadro degli affitti: solo poco più del 4% delle abitazioni disponibili rientra nei parametri di sostenibilità economica per chi vive da solo.

Il patrimonio pubblico e le assegnazioni

Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica a Milano ammonta complessivamente a circa 60mila alloggi tra Comune e Aler Milano. Il piano dell'offerta approvato dalla giunta per il 2026 prevede 2.321 alloggi disponibili, di cui 2.047 destinati ai servizi abitativi pubblici e 274 ai servizi abitativi transitori, con un incremento di circa 220 unità rispetto all'anno precedente. La maggior parte degli alloggi SAP, 1.150, è di proprietà di Aler Milano, mentre 897 sono comunali.

I requisiti per accedere ai bandi restano stringenti: l'ISEE massimo per i servizi abitativi pubblici è fissato a 16mila euro, soglia che delimita la platea dei potenziali assegnatari. Nel 2025 gli alloggi effettivamente contrattualizzati sono stati 1.485, un numero che, pur superiore alle assegnazioni tradizionalmente registrate negli anni precedenti, resta largamente insufficiente rispetto alle oltre 17mila domande in graduatoria.

Le criticità segnalate dai sindacati

Le organizzazioni degli inquilini denunciano da tempo il sottoutilizzo del patrimonio abitativo pubblico. Secondo Bruno Cattoli dell'Unione Inquilini Milano e Mattia Gatti del Sicet, nel giugno 2026 gli alloggi pubblici vuoti tra Aler e Comune ammontavano a circa 15mila unità, mentre 400 domande di emergenza abitativa erano state accettate ma restavano senza alloggio.

La giunta comunale ha stanziato 42 milioni di euro in due anni per interventi sul patrimonio, ma i tempi di recupero e riassegnazione degli alloggi sfitti continuano a rappresentare un collo di bottiglia significativo.

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