L’auto e i macchinari trascinano la produzione industriale: 0,7% nel mese, 1,5% sull’anno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A marzo, e il dato non è una sorpresa per chi segue le statistiche congiunturali, la produzione industriale italiana ha segnato un nuovo, seppur misurato, balzo in avanti. L’Istituto nazionale di statistica, nelle consuete rilevazioni mensili, ha certificato un incremento dello 0,7% rispetto a febbraio, risultato che segue quello positivo già registrato nel mese precedente. Su base annua, la crescita è dell’1,5%, un’accelerazione che - va detto - trova il suo principale motore nei comparti dei beni strumentali e, in particolare, nella fabbricazione di mezzi di trasporto.

I settori che trainano e quelli che arretrano

A guardare i numeri nel dettaglio, emergono dinamiche per certi versi opposte. Da un lato, i beni strumentali (macchinari, impianti, attrezzature) fanno registrare un +2,1% sul mese e un +5,8% sul tendenziale: numeri che parlano chiaro di una ripresa degli investimenti privati. Dall’altro, si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,4% congiunturale, -1,9% tendenziale) e per l’energia (-1,2% su entrambi i fronti). Non stupisce, quindi, che l’incremento più vistoso su base annua arrivi proprio dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (+11,2%), seguita dall’attività estrattiva (+6,7%) e dalla produzione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+6,1%).

Il primo trimestre nel suo complesso

Nonostante la pausa di febbraio e la spinta di marzo, la fotografia dell’intero primo trimestre del 2026 richiede una lettura più prudente. L’Istat lo segnala senza mezzi termini: nella media tra gennaio e marzo, il livello della produzione cala dello 0,2% rispetto agli ultimi tre mesi del 2025. Un arretramento lieve, certo, ma che interrompe di fatto l’euforia dei dati mensili. Ciononostante, la variazione acquisita per il primo trimestre del 2026 si attesta su una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a dimostrazione che il confronto tendenziale regge meglio di quello con la fine dell’anno scorso.

Il secondo mese consecutivo di crescita e il peso dell’energia

È il secondo rialzo consecutivo su base mensile, un dato che non veniva osservato da diversi mesi e che suggerisce una certa resilienza del comparto manifatturiero. A frenare, però, restano i beni di consumo, la cui flessione (-0,4% congiunturale) indica quanto la domanda delle famiglie resti ancora guardinga. E anche l’energia, con un -1,2%, continua a pesare negativamente: un segnale, quest’ultimo, che gli analisti leggeranno in relazione ai costi delle materie prime e alle tensioni sui mercati internazionali, sebbene l’istituto di statistica non entri nel merito delle cause. La fotografia che ne esce è quella di un’industria a due velocità: da una parte i settori legati all’export e all’innovazione tecnologica (mezzi di trasporto, elettronica, macchinari) che corrono, dall’altra i beni di consumo immediato e l’energia che arrancano.

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