Parma, sospesi per 30 giorni gli studenti che hanno aggredito due professori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Trenta giorni di sospensione e possibile bocciatura per i tre studenti coinvolti nell’aggressione a due professori nel Parco Ex Eridania di Parma. Il provvedimento sarebbe stato deciso dalla scuola dopo l’episodio avvenuto il 22 maggio, quando i docenti erano stati accerchiati da un gruppo di giovani in seguito a un rimprovero rivolto a uno degli studenti del liceo in cui insegnano. La vicenda ha avuto grande diffusione online dopo la pubblicazione dei video registrati durante i fatti, nei quali si sentono minacce e si vede uno dei professori colpito con una cintura.
I tre ragazzi, tutti minorenni, sono nati in Italia da famiglie di origini marocchine, egiziane e moldave. Secondo quanto riferito dal Tg1 dopo il Consiglio di istituto, la sospensione disciplinare durerà un mese e durante gli scrutini finali potrebbe essere valutata anche la bocciatura. La scuola avrebbe scelto una misura definita educativa ma allo stesso tempo esemplare, dopo che il caso aveva suscitato forti reazioni per le modalità dell’episodio e per la circolazione delle immagini sui social media.
Il professore aggredito: “Non voglio denunciarli”
Uno dei due docenti coinvolti ha spiegato di non voler procedere con una denuncia nei confronti degli studenti. Il professore ha raccontato di avere trascorso due ore in questura, dove gli sarebbe stato chiesto più volte di formalizzare una denuncia, ma di avere deciso comunque di non farlo. “Non considero un’aggressione quella che si vede nel video e io non ho subito alcun danno”, ha dichiarato, spiegando di ritenere più educativo evitare conseguenze penali per i ragazzi coinvolti.
Le sue parole hanno riaperto il dibattito sul significato delle sanzioni scolastiche e sul confine tra provvedimento educativo e punizione. Nel video diffuso online si vedono i due insegnanti circondati da più giovani, mentre vengono pronunciate frasi minacciose come “ti faccio saltare la testa”. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, contribuendo a trasformare il caso di Parma in una vicenda nazionale discussa anche nei programmi televisivi e sui social.
La decisione della scuola dopo il caso esploso online
Dopo la diffusione del filmato, l’istituto scolastico ha valutato i provvedimenti disciplinari nei confronti dei tre studenti ritenuti responsabili dell’episodio. La sospensione di 30 giorni rappresenta una delle misure più severe previste in ambito scolastico e potrebbe avere conseguenze anche sul percorso di fine anno. Secondo le indiscrezioni riportate dal Tg1, la possibilità della bocciatura non sarebbe stata esclusa e potrebbe essere esaminata durante gli scrutini.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è intervenuto sulla vicenda parlando della necessità di fermare ogni giustificazione rispetto a episodi di violenza contro gli insegnanti. Il caso di Parma si inserisce così in un contesto più ampio di attenzione verso la sicurezza nelle scuole e il rapporto tra studenti e personale docente. Intanto resta centrale la scelta del professore di non denunciare i ragazzi, una decisione che si affianca però alla linea disciplinare adottata dalla scuola dopo quanto accaduto nel parco cittadino.




