Aggressione a Parma, i tre studenti sospesi per un mese: rischio bocciatura nello scrutinio finale
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Redazione Interno
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I tre studenti minorenni che, nei giorni scorsi, sono stati ripresi da un video mentre aggredivano due professori dell’Itis “Leonardo da Vinci” all’interno di un parco nei pressi della scuola, hanno ricevuto una sospensione di trenta giorni. La decisione, secondo quanto riferito dal Tg1 e successivamente confermato da fonti territoriali, sarebbe stata assunta al termine del Consiglio d’istituto, l’organo deputato a giudicare la condotta di chi frequenta quell’istituto tecnico.
Non si tratta, tuttavia, dell’unico provvedimento che pende sul capo dei tre ragazzi, tutti nati in Italia ma con alle spalle famiglie di origine marocchina, egiziana e moldava: gli organi collegiali non escludono che, in sede di scrutinio finale – visto il lasso di tempo considerevole che li terrà lontani dai banchi – si possa optare per la bocciatura, interrompendo così il loro percorso annuale.
La dinamica dei fatti e la scelta dei docenti di non sporgere denuncia
L’episodio, che ha rapidamente fatto il giro del web diventando virale, è scaturito da un litigio nato dopo un rimprovero: uno dei due insegnanti avrebbe richiamato un ragazzo per un comportamento scorretto, forse un calcio a una lattina, scatenando la reazione violenta del gruppo.
Nel filmato, diffuso ampiamente sui social, si vede il primo professore accerchiato e colpito con calci e pugni, mentre un suo collega, intervenuto nel tentativo di placare gli animi o forse per chiamare le forze dell’ordine, viene a sua volta raggiunto e colpito alla schiena con alcune bastonate, il tutto accompagnato dalle risate di chi stava riprendendo la scena.
Nonostante la gravità delle immagini, i due docenti aggrediti hanno scelto di non presentare alcuna denuncia all’autorità giudiziaria, lasciando alla scuola e ai suoi organi disciplinari – come il dirigente scolastico aveva anticipato – il compito di intervenire secondo una logica prevalentemente educativa piuttosto che punitiva in senso stretto.
Il rischio della bocciatura e il contesto della riforma sulla condotta
La sospensione di trenta giorni, che di fatto coincide con la parte finale dell’anno scolastico considerata la vicinanza della pausa estiva, rende oggettivamente difficile per i tre studenti il recupero del programma perduto e delle valutazioni necessarie alla promozione. A questo si aggiunge l’eventualità concreta di riportare un cinque in condotta, un’eventualità che, alla luce delle recenti disposizioni ministeriali entrate in vigore per inasprire le sanzioni verso atti di violenza, comporterebbe in automatico la bocciatura e la conseguente ripetizione dell’anno.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, intervenendo sulla vicenda, ha sottolineato come non sia più tempo di giustificazioni, sottolineando la necessità di reintrodurre il concetto di responsabilità personale; nelle sue parole, chi aggredisce ha la colpa primaria dell’accaduto, sebbene si debba poi scavare nelle radici del disagio sociale che alimenta certi episodi.
Le reazioni politiche e sindacali davanti alla recidiva della violenza nel parco
La vicenda ha acceso il dibattito politico, con esponenti di partiti di maggioranza che hanno parlato di “pene esemplari” e di un fallimento delle agenzie educative tradizionali, puntando il dito contro una gestione precedente dell’ordine pubblico che avrebbe trasformato quell’area verde in una terra di nessuno.
Non è un caso isolato: il parco dove è avvenuta l’aggressione ai professori, intitolato a Falcone e Borsellino, è da tempo teatro di episodi di bullismo e violenza, con studenti e passanti minacciati, rapinati o aggrediti con spray al peperoncino da baby gang che agiscono senza timore.
I sindacati, come la Gilda degli Insegnanti, hanno chiesto un intervento urgente della Procura, non solo per i singoli episodi ma per arginare un fenomeno più ampio; le stesse organizzazioni hanno criticato la scelta dei docenti di non sporgere querela, ritenendo che tale atteggiamento, sebbene comprensibile dal punto di vista umano, rischi di normalizzare condotte inaccettabili verso chi rappresenta lo Stato all’interno delle aule.




