Ghoulam: “Stavo per andare alla Roma! Napoli ti entra dentro. Adl? Un padre”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel corso di una lunga e approfondita intervista concessa a Fanpage.it, Faouzi Ghoulam, l’ex terzino sinistro del Napoli, ha deciso di ripercorrere a cuore aperto le tappe salienti della sua carriera, soffermandosi con particolare trasporto emotivo sul legame viscerale che lo ha avvinto alla città partenopea e alla sua gente, un rapporto che, a suo dire, ha segnato in maniera indelebile la sua esistenza, tanto sportiva quanto personale. Ghoulam, che dopo l’addio al calcio giocato sta intraprendendo un nuovo percorso professionale tra Dubai e gli studi per diventare dirigente, non ha nascosto che, nonostante le numerose sirene di mercato, per lui sarebbe stato impensabile, dopo sette anni in azzurro, indossare un’altra maglia in Italia. “Dopo essere passato da Napoli, per me era complicato rimanere in Italia”, ha confessato senza mezzi termini l’algerino, spiegando le ragioni del suo rifiuto a prosecguire l’avventura nella penisola: “Non avrei potuto giocare in nessun’altra squadra, davvero non me la sentivo”, quasi a voler sottolineare come l’esperienza partenopea avesse saturato ogni sua possibile ambizione calcistica nazionale.

La tentazione giallorossa e la chiamata decisiva di Benitez

Il racconto di Ghoulam si apre con un retroscena di calciomercato che pochi conoscevano, relativo al suo arrivo in Italia, avvenuto nel gennaio del 2014. Il terzino ha svelato di essere stato a un passo dal firmare per la Roma, allora allenata da Rudi Garcia e partita con un ruolino di marcia impressionante in campionato. “In quel periodo ero in trattativa con la Roma”, ha dichiarato, “mi volevano, ma non avevano i fondi per acquistarmi a gennaio, quindi l’idea era di bloccarmi per l’estate”. Fu in quel momento, mentre si trovava negli uffici del Saint-Étienne per discutere un possibile rinnovo di contratto, che arrivò la svolta destinata a cambiargli la vita: una telefonata di Rafa Benitez, all'epoca tecnico del Napoli. “Proprio il giorno in cui stavo andando in ufficio dai miei presidenti per il rinnovo, mi chiamò Rafa Benitez”, ha ricordato, rievocando la scena di quel giorno convulso, “il Napoli non aveva ancora fatto l’offerta ufficiale, ma Rafa iniziò a spiegarmi che mi voleva assolutamente”. Nel giro di poche ore, complice l’arrivo di un fax con la proposta ufficiale degli azzurri, Ghoulam prese la sua decisione, lasciando di stucco i dirigenti francesi e imbarcandosi su un volo notturno per Francoforte, poi per Napoli, rinunciando anche a una percentuale sulla futura rivendita pur di chiudere l’affare.

Lo shock dell’esordio e la scoperta di un nuovo mondo

L’approdo in Campania, tuttavia, non fu tutt’altro che una favola, almeno nelle primissime settimane. L’impatto con il calcio italiano e con il suo ambiente si rivelò ben più duro del previsto per un ragazzo di 22 anni cresciuto nel calcio francese. Ghoulam ha rievocato con sincerità il momento di smarrimento vissuto dopo la prima partita, giocata a Bergamo contro l’Atalanta e terminata con una sconfitta per 3. “Ti dico la verità: dopo il primo weekend volevo scappare”, ha ammesso, descrivendo la sorpresa nel trovarsi di fronte a una “cattiveria” agonistica e a un’aggressività da parte dei tifosi avversari mai sperimentate prima, con stadi vecchi e un’atmosfera che definì “scioccante” rispetto agli impianti moderni francesi. “Chiamai mio fratello e gli dissi: ‘Ma dove mi hai portato? Stadio vecchio, tifoseria aggressiva… Posso tornare indietro?’”, ha proseguito, riportando il dialogo concitato con il suo agente, il quale gli fece presente che il mercato era ormai chiuso. Ci vollero mesi, circa sei o sette, per comprendere appieno le complesse dinamiche del campionato italiano, il significato del dualismo Nord-Sud e la profondità del legame che lo avrebbe legato alla sua nuova maglia, quella di un popolo intero.

Il sacrificio dei ginocchia e il rapporto con De Laurentiis

La parte più toccante dell’intervista è stata, inevitabilmente, quella dedicata ai due gravi infortuni al ginocchio che ne hanno segnato e, di fatto, limitato la carriera, minandone il potenziale. Nonostante il dolore e le lunghe riabilitazioni, Ghoulam non ha esitato a ribadire il suo attaccamento alla causa azzurra. “Per Napoli e per il suo popolo ho dato due ginocchia e lo rifarei ancora”, ha affermato con convinzione, aggiungendo che il desiderio di ripagare l’affetto ricevuto dalla città lo spinse a dare il cento per cento anche quando il suo chiedeva pietà, fino a rompersi di nuovo. “Ho dato tutto”, ha insistito, chiudendo il capitolo senza cercare alibi o colpevoli, respingendo anzi ogni accusa a medici o staff, e affidandosi al concetto di destino. A emergere con forza, in questo contesto, è stata anche la figura del presidente Aurelio De Laurentiis, che l’ex terzino ha descritto come una figura paterna. “Spesso si parla di lui solo per il business o l’aspetto finanziario, ma a livello umano è un grandissimo uomo”, ha raccontato, svelando un lato inedito e nascosto del patron, “mi è stato molto vicino quando mi sono infortunato, sia la prima che la seconda volta. Mi mandava messaggi, mi chiamava in ospedale sia lui che la moglie”. Secondo Ghoulam, De Laurentiis gestisce la squadra come un padre di famiglia, con i giocatori considerati alla stregua di figli, un’umanità che difficilmente traspare all’esterno ma che lui ha potuto toccare con mano.

Description: Ghoulam si racconta a Fanpage: lo sgarbo alla Roma per Benitez, lo choc all'esordio a Bergamo e il rapporto filiale con De Laurentiis dopo i due gravi infortuni.

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