Fuorisalone 2026, la Fiat Topolino si veste Gallo e Lexus pensa allo spazio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Tra i padiglioni e le installazioni che invadono Milano in questi giorni, c’è una certa idea di mobilità che sembra essersi definitivamente sciolta dalle pastoie della pura meccanica per abbracciare un linguaggio più morbido, quasi editoriale. Al Fuorisalone 2026, la Fiat Topolino – già di per sé un’operazione nostalgia trasformata in quadriciclo elettrico – si ripresenta in una veste inedita, firmata Gallo, che ne stravolge la percezione trasformandola da semplice city car a oggetto di culto. Colori iconici e pattern distintivi, quelli del celebre marchio di abbigliamento, non si limitano a decorare la carrozzeria; la rileggono in chiave pop e contemporanea, come se qualcuno avesse deciso di applicare le logiche di una capsule collection all’asfalto cittadino. Il risultato, curato da Giovanni Mirenna, è un piccolo manifesto su ruote dove la moda, si badi bene, non è un accessorio ma il motore stesso della narrazione.

Lexus e il «Discover Together», quando lo spazio diventa installazione

Se Fiat gioca sulla superficie, Lexus sceglie invece di scavare dentro la materia, o meglio dentro il concetto di “vuoto”. Alla Milano Design Week 2026, il brand giapponese ha portato cinque opere creative che ruotano attorno a una domanda precisa: cosa può essere lo spazio, se smettiamo di pensarlo come un semplice contenitore? La risposta è nell’installazione mondiale «SPACE» (ospitata al Superstudio Più, nel quartiere Tortona, fino al 26 aprile), alla quale si affiancano quattro contributi originali del progetto «Discover Together 2026». Quest’ultimo, va detto, è un laboratorio di co-creazione che affianca talenti emergenti ai designer Lexus: una scelta non scontata, visto che solitamente in questi eventi i giovani vengono relegati a ruoli marginali. Il Chief Branding Officer Simon Humphries ha spiegato che tutte e cinque le opere esplorano il potenziale dello spazio, intendendolo non come limite ma come risorsa espressiva.

Audi, tra Zaha Hadid e la Formula 1: la R26 nel cortile di Portrait Milano

Nel cortile del Portrait Milano, base scelta da Audi per la settimana del design, l’attenzione non si concentra unicamente sulla sorprendente installazione Origin realizzata con Zaha Hadid Architects. No, lì accanto c’è un’anteprima nazionale che pesa come un macigno tecnologico: la monoposto R26 dell’Audi Revolut F1 Team. Una vettura che, occorre ricordarlo, ha segnato l’approdo del marchio tedesco nel circus della Formula 1 – un palcoscenico avanzatissimo dove il progresso tecnico non è mai fine a se stesso ma diventa trazione per l’intera identità del brand. L’altra vettura in esposizione, la RS 5, fa da contrappunto stradale a quella pista, chiudendo un cerchio ideale tra l’adrenalina del circuito e l’eleganza della guida quotidiana.

Fiat e Wallpaper, la città come esperienza (non solo spostamento)

Tornando a Fiat, però, c’è un altro livello di lettura che merita attenzione. Il marchio torinese ha scelto la Design Week 2026 per raccontare una visione della mobilità urbana che francamente non insegue più il semplice spostamento da A a B. Lo fa attraverso una collaborazione con Wallpaper, partner editoriale per questa edizione, che ha messo al centro la città e il modo contemporaneo di attraversarla. Non si tratta, si capisce, di vendere un’auto in più; si tratta di costruire un racconto dove il viaggio – anche quello di pochi chilometri – diventa esperienza, quasi una performance quotidiana. Milano, in questo senso, non è solo lo sfondo: è il soggetto attivo della narrazione.

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