Missile Houthi sull'aeroporto di Riad, Trump valuta l'intervento accanto all'Arabia Saudita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un missile ha colpito sabato pomeriggio l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, provocando decine di feriti e costringendo le autorità saudite a sospendere le operazioni dello scalo fino a mezzanotte. Secondo una fonte diplomatica citata dall'agenzia France Presse, l'attacco sarebbe stato condotto dagli Houthi yemeniti, che nelle ore successive non hanno rivendicato ufficialmente l'azione. Il proiettile ha raggiunto il complesso che ospita i terminal 3 e 4, destinati ai voli domestici, attorno alle 15 ora locale.

Almeno cinque persone, tutte di nazionalità saudita, versano in condizioni critiche e sono ricoverate in terapia intensiva; alcune sono state trasportate in ospedale con elicotteri di soccorso.

La reazione di Washington e la posizione di Trump

Interrogato dai giornalisti a margine di un incontro alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha escluso la possibilità che Washington si unisca ai raid sauditi contro i ribelli sostenuti dall'Iran. «Potremmo farlo. Ci stiamo pensando», ha dichiarato. «Abbiamo appena saputo dell'attacco. Prenderemo una decisione. Ci muoviamo molto rapidamente». Il giorno precedente, lasciando la Casa Bianca, Trump aveva commentato con una formula più stringata: «Non è una buona cosa. Non ne sono felice».

Le sue parole arrivano dopo una settimana di escalation militare senza precedenti da parte degli Houthi contro infrastrutture saudite, che ha colpito aeroporti, installazioni militari e impianti petroliferi.

Un aeroporto nel mirino da giorni

Quello di sabato non è un episodio isolato. Giovedì, attacchi attribuiti agli stessi ribelli avevano provocato tre vittime, tra cui un pilota della compagnia di bandiera Saudia, e danneggiato un aereo a terra. Sempre giovedì, detriti di un missile intercettato dalle forze armate saudite avevano danneggiato un asilo e un complesso di cliniche mediche nella capitale. Nel corso della settimana, l'aeroporto King Khalid era già stato preso di mira più volte, con conseguente cancellazione di almeno 291 voli nelle 24 ore precedenti l'ultimo attacco, secondo i dati del sito di monitoraggio FlightAware.

Compagnie come Air India, FlyDubai, Lufthansa Group e Pakistan International Airlines hanno sospeso i collegamenti da e per Riad e altri scali sauditi. L'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha ampliato le proprie linee guida sullo spazio aereo saudita, rilevando la capacità degli Houthi di colpire obiettivi in profondità nel regno e la loro crescente attenzione verso le infrastrutture aeroportuali.

Il contesto militare e le richieste di supporto

L'ondata di attacchi segue di pochi giorni il lancio di una vasta offensiva militare da parte della coalizione guidata da Riad contro gli Houthi nello Yemen. La coalizione ha annunciato di aver distrutto oltre cento obiettivi militari in quella che ha definito un'operazione su larga scala. Il conflitto si era riacceso in estate, dopo una lunga pausa seguita al cessate il fuoco del 2022, e da allora si è progressivamente esteso al territorio saudita.

Secondo funzionari regionali, l'Arabia Saudita avrebbe esaurito le scorte di missili intercettori e avrebbe chiesto a Francia, Gran Bretagna, Pakistan ed Egitto di dispiegare sistemi di difesa aerea nella regione. L'assistenza statunitense fornita finora si sarebbe limitata alla condivisione di intelligence, all'identificazione degli obiettivi e alla pianificazione dell'offensiva contro i ribelli.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri saudita e la sua controparte omanita hanno avuto un colloquio telefonico sulla necessità di sostenere soluzioni diplomatiche per allentare le tensioni nella regione. Le autorità saudite hanno inoltre diffuso un avvertimento pubblico secondo cui filmare, pubblicare o condividere informazioni relative al contrasto di missili e droni e ai loro luoghi d'impatto espone a responsabilità legali.

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