Il paradosso Openda: 40 milioni per un panchinaro, la Juve riscatta l’attaccante che non gioca

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era mai accaduto, almeno con questa evidenza numerica, che un investimento da quasi 44 milioni di euro – cifra che include il riscatto più oneri accessori – s’incagliasse in panchina senza che il club potesse fare nulla per evitarlo. Eppure, è proprio ciò che sta accadendo in casa Juventus dopo la vittoria a Bergamo, un successo che ha blindato il quarto posto ma che ha anche azionato una clausola contrattuale tanto automatica quanto, a posteriori, imbarazzante per la dirigenza bianconera. Lois Openda, 26 anni, prelevato in prestito con diritto di riscatto legato a un piazzamento minimo in campionato, è diventato ufficialmente un giocatore della Juventus a titolo definitivo: l’aggancio del decimo posto – condizione ritenuta a inizio stagione come meramente formale – ha trasformato l’operazione in un acquisto obbligato. E così, l’attaccante belga che non scende in campo da cinque giornate di Serie A è stato riscattato per oltre 40 milioni di euro, un vero e proprio paradosso economico che pochi, nello spogliatoio e fuori, avrebbero pronosticato.

Numeri da dimenticare: 993 minuti e due soli gol

Il curriculum stagionale di Openda, se analizzato con freddezza statistica, racconta di un flop difficilmente giustificabile. Il ventiseienne, arrivato con la fama di attaccante rapido e finalizzatore istintivo, ha collezionato finora 993 minuti complessivi tra campionato e coppe. Un bottino magro, ma ancor più magro è il numero dei gol: soltanto due, uno in Serie A (alla Roma) e l’altro in Champions League (al Bodo Glimt). Numeri che, da soli, basterebbero a spiegare la progressiva emarginazione voluta da Spalletti, il quale – nelle ultime cinque partite del torneo – lo ha sistematicamente relegato in panchina senza mai concedergli un solo minuto. Unico giocatore dell’intera rosa a non aver racimolato presenza in questo lasso di tempo, Openda è diventato una sorta di “non convocato di lusso”, un peso sul bilancio che nessuno, al momento della stipula del contratto, aveva immaginato potesse gravare con tanta evidenza.

La clausola che scatta: vittoria a Bergamo e riscatto obbligatorio

La partita vinta per 1-0 sul campo dell’Atalanta, decisiva per riprendersi il quarto posto – approfittando tra l’altro della sconfitta del Como contro l’Inter – ha regalato alla Juventus tre punti pesantissimi in ottica Champions League. A sei turni dalla fine, la squadra di Spalletti è chiamata a difendere quella posizione dagli assalti di Como e Roma. Ma il risultato bergamasco ha avuto una conseguenza collaterale e, per certi versi, paradossale: ha fatto scattare la clausola che imponeva il riscatto obbligatorio di Openda al raggiungimento almeno del decimo posto in Serie A. Condizione ampiamente soddisfatta, visto che i bianconeri sono quarti, e così il prestito si è trasformato in acquisto definitivo. Una situazione clamorosa, perché l’attaccante – ai margini del progetto tecnico da settimane – è stato di fatto “comprato” dalla Juventus senza che Spalletti ne abbia mai richiesto l’impiego.

Un affare che solleva interrogativi sulla pianificazione

Quaranta milioni di euro per un giocatore che non gioca, anzi che non viene nemmeno fatto entrare a partita in corso: il caso Openda rischia di diventare un piccolo simbolo di una pianificazione di mercato non all’altezza delle aspettative. La dirigenza, evidentemente, aveva scommesso su un rendimento completamente diverso – magari su una decina di reti e un minutaggio consistente – ma la realtà del campo ha smentito ogni previsione. E ora il club si trova tra le mani un calciatore riscattato suo malgrado, dal valore di mercato in caduta libera e con un ingaggio che peserà sul prossimo bilancio. La vittoria di Bergamo, così, è stata salutata con entusiasmo dai tifosi per la classifica, ma negli uffici di Continassa qualcuno avrà certamente dovuto riconsiderare i conti: il quarto posto, inseguito con tanta fatica, è costato molto più del previsto.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.