Asma infantile, la diagnosi precoce passa dalle spirometrie gratuite in oltre 55 centri

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La sfida, nella gestione di quella che resta la malattia respiratoria cronica più diffusa in età pediatrica, è doppia e ugualmente insidiosa: intercettarla prima che si radichi e, una volta identificata, mantenerla sotto controllo senza che diventi un ostacolo permanente. Parliamo dell’asma – che colpisce circa un bambino su dieci nei Paesi occidentali – e di un’opportunità concreta offerta alle famiglie in occasione della Giornata mondiale dell’asma 2026, promossa dalla Global Initiative for Asthma (Gina) e in programma per il 5 maggio. La Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), forte di un impegno già consolidato negli anni precedenti, ha deciso di rinnovarlo con un’iniziativa dal respiro nazionale: per tutto il mese di maggio, oltre 55 centri specializzati distribuiti sul territorio italiano metteranno a disposizione di bambini e adolescenti spirometrie del tutto gratuite, organizzate in giornate dedicate secondo i calendari interni di ciascuna struttura.

L’open day al Meyer e l’attività fisica come cartina di tornasole

Tra i presidi che aderiscono, spicca l’Ospedale Meyer di Firenze, dove martedì 5 maggio – proprio in coincidenza con la giornata mondiale – si terrà un open day senza bisogno di prenotazione: dalle 8.30 alle 17.30, i bambini tra gli 8 e i 16 anni potranno ricevere una breve valutazione pneumologica e una spirometria. Un esempio, questo, di come l’accesso diretto possa abbassare la soglia della prevenzione. Non meno significativa è la posizione ribadita dalla Pneumologia dell’Ospedale di Cona (Ferrara), diretta dal professor Alberto Papi: l’asma, se diagnosticata correttamente e trattata con i giusti protocolli, non impedisce affatto una vita normale, compresa la pratica sportiva – anche a livelli eccellenti. Proprio questo è il messaggio che l’unità operativa ferrarese intende veicolare in occasione della ricorrenza del 5 maggio, smontando l’idea che una patologia respiratoria cronica debba tradursi necessariamente in rinunce.

Spirometrie diffuse e l’importanza di non normalizzare la tosse notturna

L’asticella, per i pediatri e gli pneumologi coinvolti, si sposta quindi dalla mera emergenza alla cronicità gestita. Ecco perché l’offerta di spirometrie in oltre 55 centri (distribuiti su tutto il territorio nazionale, anche se l’elenco puntuale va verificato sulle comunicazioni locali) rappresenta un passaggio operativo, non solo simbolico. La spirometria, va ricordato, è un esame semplice e non invasivo che misura quanta aria i polmoni riescono a contenere e a espellere; nei bambini, può fare la differenza tra un’asma sottovalutata – magari scambiata per bronchiti ricorrenti o semplice “debolezza di petto” – e una presa in carico tempestiva. I sintomi da non ignorare? Una tosse stizzosa notturna o dopo il pianto, il respiro sibilante (il cosiddetto “fischio”) durante gli sforzi, la fatica a tenere il passo con i coetanei nei giochi di corsa.

Prevenzione senza allarmismi, ma con i numeri dalla propria parte

La Giornata mondiale dell’asma, promossa dalla Gina, cade in un momento in cui i regimi terapeutici sono molto cambiati rispetto a un decennio fa: oggi si punta a un controllo di fondo con farmaci antinfiammatori a basso dosaggio, evitando l’abuso dei broncodilatatori d’emergenza. L’iniziativa della Simri – che già lo scorso anno aveva sperimentato un format simile – si inserisce proprio in questa cornice: offrire una fotografia oggettiva della funzione respiratoria senza costi per le famiglie, abbattendo l’eventuale scusa economica o logistica. Resta inteso che ogni centro aderente gestirà in autonomia le giornate dedicate (meglio informarsi telefonicamente prima di presentarsi), ma la copertura geografica appare ampia. L’obiettivo, dichiarato dai clinici, non è allarmare ma normalizzare il controllo: l’asma non è una condanna, a patto che non si faccia finta di non vederla.

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