Patto di stabilità, Lagarde frena l’Italia sulla deroga per l’energia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Christine Lagarde ha escluso la possibilità di una deroga italiana al Patto di stabilità europeo per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia, ribadendo che i Paesi membri devono continuare a rispettare le regole di bilancio condivise. Ospite della trasmissione “Che tempo che fa”, la presidente della Banca centrale europea ha risposto alle richieste avanzate dal governo guidato da Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane aveva sollecitato a Bruxelles maggiore flessibilità sui conti pubblici per sostenere le spese legate alla crisi energetica e alle tensioni internazionali nello stretto di Hormuz.

Nel suo intervento, Lagarde ha chiarito che l’Europa non si trova in una fase di austerità. Ha ricordato che nel 2025, dal punto di vista fiscale, si è registrata un’espansione e non una stretta sui bilanci pubblici. Secondo la presidente della Bce, però, questo non significa che gli Stati possano superare i limiti fissati dal quadro europeo o ignorare le discipline condivise. La linea indicata resta quella di concentrare la spesa pubblica in settori capaci di generare crescita economica, produttività e maggior reddito per i cittadini europei.

La richiesta italiana e il richiamo alle regole europee

Il tema della deroga al Patto di stabilità è tornato al centro del confronto europeo dopo l’impennata dei costi energetici collegata alla crisi nello stretto di Hormuz. Il governo italiano aveva chiesto di tenere fuori dai vincoli di finanza pubblica alcune spese straordinarie legate all’energia, sostenendo la necessità di intervenire rapidamente per attenuare gli effetti economici della situazione internazionale. Lagarde ha però escluso che questa motivazione possa giustificare eccezioni nazionali alle regole europee.

La presidente della Bce ha insistito sul fatto che la risposta alle crisi debba restare europea e non frammentata in iniziative dei singoli Stati. Nel corso dell’intervista ha ricordato le diverse emergenze affrontate durante il suo mandato, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, passando per la crisi del gas russo, fino ai recenti shock energetici e commerciali. In ciascuna di queste fasi, secondo Lagarde, l’Europa ha dovuto trovare strumenti comuni per reagire alle difficoltà, trasformando le crisi in occasioni per rafforzare il coordinamento economico.

Le parole della presidente della Bce sul futuro economico europeo

Lagarde ha collegato il rispetto delle regole fiscali alla necessità di sostenere investimenti produttivi e riforme strutturali. Nel suo ragionamento, la crescita economica non dipende soltanto dall’aumento della spesa pubblica, ma dalla capacità dei Paesi europei di utilizzare le risorse in modo mirato. Ha sottolineato che gli investimenti devono favorire produttività e sviluppo economico, evitando scostamenti che possano compromettere la stabilità finanziaria dell’Unione.

Il messaggio rivolto all’Italia si inserisce così in un quadro più ampio che riguarda l’equilibrio tra sostegno all’economia e rispetto delle regole comuni. La presidente della Bce ha ribadito che l’Europa dispone già di margini fiscali e che non si può parlare di austerità nel contesto attuale. Allo stesso tempo, ha escluso l’idea che ogni emergenza possa tradursi automaticamente in una sospensione dei vincoli europei, richiamando la necessità di mantenere disciplina sui conti pubblici e di orientare le risorse verso crescita e competitività.

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