Inter, il conto alla rovescia per lo scudetto: festa possibile già tra due settimane

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella quiete apparente di un aprile che sa già di trionfo, all’interno dell’ambiente nerazzurro è scattato il meccanismo, quasi rituale, del countdown matematico. La vittoria sul Cagliari – unita alla contemporanea sconfitta del Napoli in casa contro la Lazio, una squadra che al Maradona ha saputo imporre la propria fisicità – ha di fatto allungato la serie di coincidenze favorevoli alla capolista. E così, mentre qualcuno ancora si interroga su eventuali colpi di scena, in realtà i numeri parlano chiaro: all’Inter servono quattro punti, distribuiti tra le prossime sfide contro Torino e Parma, per blindare un campionato che appare ormai scritto. Non è solo una questione aritmetica, sebbene proprio il calcolo combinatorio offra oggi le indicazioni più precise: la squadra affidata a Cristian Chivu, subentrato in un contesto di alta pressione e mai uscito dai binari della concretezza, potrebbe alzare la Coppa già alla penultima giornata. La Lega, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, starebbe valutando l’ipotesi di una premiazione anticipata proprio al termine della gara interna contro il Verona. Un dettaglio non da poco, perché trasformerebbe l’ultima parte del torneo in una passerella a tratti surreale, con l’avversario di turno chiamato a sfilare tra due ali di pubblico festante.

I possibili incastri con Torino e Cremonese

Se si prova a guardare il quadro completo delle combinazioni – ed è qui che la narrazione si fa tecnica, quasi da sala scommesse – ci si accorge che il destino dello scudetto potrebbe compiersi addirittura nel prossimo weekend. La vittoria dei nerazzurri in trasferta contro il Torino, infatti, aprirebbe scenari concreti a patto che il Napoli non faccia altrettanto con la Cremonese e che il Milan, ormai fuori dai giochi per il titolo ma pur sempre attore in agenda, racimoli meno di sei punti nel doppio impegno con Verona e Juventus. Se invece l’Inter pareggiasse con i granata, servirebbe un ko del Napoli contro la Cremonese (una squadra in lotta per non retrocedere, quindi potenzialmente ostica) e un massimo di tre punti raccolti dal Milan nelle stesse due partite. Si tratta, è bene sottolinearlo, di pure combinazioni aritmetiche: nessuna previsione, nessun pronostico. Solo il rigore di chi legge numeri e calendari. La Gazzetta, del resto, ha già acceso i riflettori sulla possibilità che la festa arrivi con un certo anticipo rispetto alla tradizionale giornata conclusiva, e il dato non è marginale perché condiziona persino la logistica degli eventi: lo staff di Chivu, si mormora, avrebbe già predisposto una bozza di programma per l’eventuale celebrazione.

L’effetto delle ultime due giornate del Napoli

A rendere il quadro ancora più netto, però, è stato il rendimento degli inseguitori. La sconfitta del Napoli contro la Lazio, arrivata dopo il pari con il Parma, ha tolto convinzione a Conte e ai suoi giocatori, che in poche settimane hanno visto il distacco passare da -7 a -12 nella rincorsa all’Inter capolista. Un’emorragia di punti che nessuno, a metà marzo, avrebbe immaginato così rapida. Il Giornale, nell’analizzare la situazione, parla di “elettroshock Barella” e di un Thuram capace di zittire chi, solo qualche mese fa, ne suggeriva la cessione. Ma al di là dei singoli, è il collettivo a fare la differenza: la solidità difensiva, la capacità di gestire i momenti di sofferenza e quella certa indifferenza alle pressioni esterne hanno trasformato l’Inter in una macchina quasi perfetta. E se il Torino, a volte, sa essere avversario scomodo per le grandi, il Parma – che chiuderà il discorso il 3 maggio a San Siro – appare oggi più come un comparsa che come un ostacolo reale.

La possibile data della premiazione e il ruolo del Verona

La domanda che circola tra i tifosi, ormai, non è più “se” ma “quando”. E la risposta, per quanto fluida, comincia a prendere forma: il Verona, alla penultima giornata, potrebbe essere l’avversario davanti al quale l’Inter alzerà la Coppa. La Lega, secondo le fonti, avrebbe già aperto un tavolo tecnico per studiare la logistica della cerimonia, evitando assembramenti pericolosi ma senza rinunciare alla spettacolarità dell’evento. Chivu, dal canto suo, ha sempre tenuto i piedi per terra, ripetendo ai suoi che nulla è scontato finché la matematica non dice l’ultima parola. Eppure, anche l’occhio più cauto non può non notare che il margine è tale da assorbire persino un eventuale passo falso. Il campionato numero 21 della storia nerazzurra, quello che varrebbe la seconda stella, è a un passo. Restano da giocare novanta minuti, forse centottanta, ma il copione sembra già scritto. E a scriverlo, questa volta, non è stata la fantasia ma la cruda aritmetica di un aprile che profuma di impresa.

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