Roma Est senz'acqua, tra rottura in via Prenestina e l'assedio alle autobotti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'alba di lunedì, una violenta rottura della condotta principale in via Prenestina, all'altezza del civico 916, ha costretto i tecnici di Acea Ato 2 a interrompere la fornitura idrica in un vasto quadrante della capitale. L'incidente, che ha rapidamente allagato la strada rendendola impercorribile, ha lasciato a secco un'ampia porzione della città, dal popoloso Collatino al Pigneto, spingendosi fino alle zone di Tor Pignattara e Villa Gordiani, mentre la chiusura di alcuni istituti scolastici ha ulteriormente segnato l'inizio di una giornata di profondo disagio.

La corsa all'acqua e l'assalto ai negozi

Il vero dramma, quello vissuto direttamente dai residenti, si è consumato nelle ore successive, quando la mancanza di preavviso ha impedito di accumulare scorte. Si è così scatenata una corsa all'approvvigionamento che, nel giro di poche ore, ha svuotato gli scaffali dei supermercati della zona, dove le bottiglie d'acqua sono diventate merce rarissima. Lo stesso è accaduto per le taniche nei negozi di casalinghi, letteralmente prese d'assalto da una folla di persone alle prese con un'emergenza domestica imprevista e paralizzante, che ne ha reso impossibile il reperimento a qualsiasi prezzo.

Le code ai nasoni e le polemiche sull'accaparramento

Con i rubinetti delle case muti, l'unica risorsa immediata sono state le autobotti schierate dall'Acea nei punti nevralgici e i "nasoni" ancora funzionanti, davanti ai quali si sono formate code interminabili di persone armate di bottiglie, carrelli e qualsiasi recipiente disponibile. A questa immagine di ordinaria resistenza cittadina si sono però affiancate segnalazioni, pervenute da parte di esponenti di Fratelli d'Italia, di un fenomeno speculativo: secondo quanto riportato, in alcuni piccoli esercizi commerciali si sarebbe verificato un vero e proprio accaparramento, con la successiva rivendita dell'acqua a prezzi esorbitanti, approfittando dello stato di necessità della popolazione.

I tempi della riparazione e la lenta ripresa del servizio

L'azienda ha attivato un numero verde per le urgenze e assicurato un impegno totale dei suoi tecnici, i quali sono rimasti al lavoro per l'intera giornata sul guasto. La previsione, comunicata nel pomeriggio, indicava la chiusura dei lavori di riparazione in tarda serata, con la promessa di un progressivo ritorno alla normalità della distribuzione idrica nelle aree colpite entro la notte. Un lasso di tempo, quello tra la rottura e il ripristino, che ha costretto migliaia di persone a riorganizzare la propria giornata in funzione di un bene primario la cui assenza, improvvisa, ha messo a nudo la fragilità di reti vetuste e l'impatto concreto di tali guasti sulla vita quotidiana.

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