Roma Est, dopo la rottura in via Prenestina l'acqua torna a scorrere
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Redazione Interno
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Da ieri mattina, mentre un sole già tiepido annunciava l’arrivo della primavera, interi quartieri di Roma Est si sono trovati improvvisamente a secco. Il Pigneto, il Collatino, Tor Tre Teste: un vasto quadrante della città è rimasto senza acqua corrente a causa della rottura di una conduttura Acea in via Prenestina, all'altezza del civico 916, un incidente che ha rilasciato qualcosa come cinquantamila litri trasformando la strada in un lago impraticabile. L’effetto domino di quel guasto, un evento che ha evidenziato ancora una volta la fragilità di una rete idrica spesso logora, si è materializzato nel disagio concreto per circa centomila residenti, costretti a organizzarsi per le necessità più basilari. Nei quartieri colpiti, il tam tam delle informazioni – insieme alle inevitabili lamentele – ha preso rapidamente piede sui social network, dove molti hanno condiviso “dritte” su come sopperire alla mancanza, mentre altri segnalavano in tempo reale la presenza delle autobotti.
Le file interminabili per un bene primario
L’unica risposta immediata al black-out idrico è arrivata, infatti, dai mezzi di soccorso di Acea, le autobotti che la società ha rapidamente dislocato nelle zone più critiche per cercare di arginare, per quanto possibile, l’emergenza. Davanti a questi punti di rifornimento, però, si sono formate code lunghissime, con file di cittadini armati di bottiglie, taniche e carrelli, una scena che ha riportato alla mente situazioni di ordinaria criticità a cui la capitale, purtroppo, non è nuova. Il municipio V, quello direttamente coinvolto, ha seguito da vicino la vicenda, fornendo aggiornamenti attraverso i propri canali e ribadendo l’impegno dell’azienda per il ripristino, ma per molte ore la parola d’ordine per migliaia di persone è stata pazienza, un’attesa resa ancor più gravosa dalla consapevolezza di dipendere da un servizio così aleatorio.
Il lavoro notturno dei tecnici per la riparazione
Sul fronte del guasto, intanto, i tecnici hanno lavorato senza sosta nel sottosuolo di via Prenestina per individuare con precisione la falla e procedere alla sostituzione del tratto di tubazione danneggiata. Un’operazione complessa, che ha richiesto la chiusura di un tratto della strada e che si è protratta per quasi un’intera giornata, fino alle prime ore dell’alba di oggi. Solo allora, dopo aver messo in sicurezza l’area e completato gli interventi più urgenti, è stato possibile avviare le procedure per riattivare la conduttura, un processo che per sua natura non può essere istantaneo. La decisione di aumentare la pressione in rete in modo molto graduale, come spiegato dagli stessi specialisti, è una precauzione tecnica fondamentale per scongiurare ulteriori rotture causate da sbalzi idraulici troppo violenti, i quali potrebbero mandare in fumo il lavoro appena concluso.
Un ripristino lento ma progressivo
Proprio questa cautela spiega perché il ritorno alla piena normalità non sia stato omogeneo per tutti gli utenti interessati. Già a partire dalle prime ore della mattinata, infatti, numerosi residenti hanno potuto constatare il graduale riaffiorare del flusso dai rubinetti delle loro case, un segnale che la riparazione stava dando i suoi frutti. Il presidente del municipio, aggiornando la cittadinanza, ha potuto quindi confermare che “il servizio sta tornando alla normalità”, pur senza nascondere che alcuni potrebbero dover attendere ancora qualche ora. Quella che ieri era un’emergenza acuta, con le sue strade allagate e le file alle autobotti, si avvia dunque a diventare un ricordo, lasciando però dietro di sé il monito, sempre attuale, sulla necessità di investimenti costanti nelle infrastrutture che portano un bene insostituibile come l’acqua nelle case dei romani.




