L’acqua torna a scorrere, ma il caos delle autoclavi resta un problema privato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il livello nei serbatoi, seguendo le dinamiche idrauliche e le caratteristiche tecniche della rete – parametri che chiunque abbia a che fare con distribuzioni complesse conosce bene – sta progressivamente tornando nella norma. A partire dalle prime ore di martedì 14 aprile, con un aggiornamento significativo fissato alle 12, l’Aca ha confermato che l’acqua, dopo il maxi intervento eseguito lunedì 13, sta lentamente rientrando nei comuni interessati dalla sospensione, compreso lo stesso capoluogo Chieti. Un segnale di respiro, per le oltre 250mila persone che ne avevano fatto le spese, sebbene la piena operatività dipenda ora da variabili locali e dalla capacità di ciascun impianto di valle di gestire la ripartenza.

Pescara e altri 18 comuni senz’acqua, il nodo delle autoclavi è tutto dei privati

Se da un lato i lavori sulla condotta ‘Giardino’ – il potenziamento programmato che ha imposto la sospensione dell’erogazione in 19 comuni abruzzesi, tra cui 13 in provincia di Pescara, 5 nel Chietino e uno nel Teramano – sono terminati intorno alle 2 di notte, dall’altro è emerso con chiarezza un problema strutturale e, per certi versi, poco compreso dagli utenti. Il caos legato alle autoclavi, quelle pompe che molti condomini e attività commerciali utilizzano per garantire pressione a sufficienza, ha generato dubbi e non poche polemiche. L’Aca, con un comunicato secco, ha ricordato quanto già stabilito dalla normativa vigente: il punto di consegna dell’acqua coincide con il contatore idrico. “Qualsiasi impianto situato a valle del contatore – si legge nella nota – come ad esempio le autoclavi, è di natura privata”. Una precisazione che, per quanto lapalissiana per i tecnici, ha getto nello sconcerto molti amministratori di condominio e piccoli imprenditori, i quali si sono trovati a gestire una fase di ripartenza senza una linea guida pubblica.

Intervento Aca sulla condotta Giardino, le associazioni dei consumatori parlano di “fase delicata”

Proprio in questo contesto di incertezza, le associazioni dei consumatori – Adoc Abruzzo Aps, Federconsumatori Abruzzo, Adiconsum Abruzzo e Protezione Consumatori – hanno assunto un ruolo attivo di monitoraggio. Una loro delegazione, nella giornata di lunedì 13 aprile, ha potuto assistere direttamente ad alcune fasi delle manovre tecniche, riscontrando “un elevato livello di coordinamento tecnico e organizzativo”. Non è un dettaglio secondario, perché la fase di ripristino dei flussi, specie dopo un’interruzione programmata che ha coinvolto 13 cantieri aperti simultaneamente, è intrinsecamente rischiosa: colpi d’ariete, immissione di aria nelle tubature, e improvvisi sbalzi di pressione possono causare nuovi guasti. Le stesse associazioni parlano senza mezzi termini di “fase delicata”, invitando gli utenti a non azionare le proprie autoclavi in assenza di certezze sul riempimento effettivo dei serbatoi.

Lavori sulla rete idrica in Abruzzo, il riempimento dei serbatoi è in corso ma senza scorciatoie

Il quadro tecnico, al momento, è quello di una macchina che si è rimessa in moto seguendo un cronoprogramma preciso. I serbatoi si stanno riempiendo, ma chi si aspetta un getto potente e immediato dal rubinetto dovrà fare i conti con la fisica delle condotte e la conformazione orografica del territorio, che non perdona ritardi né tantomeno improvvisazioni. I 19 comuni rimasti a secco – compresi i due capoluoghi Pescara e Chieti – vedranno l’acqua tornare con tempistiche differenziate, a seconda della distanza dal punto di immissione e della presenza o meno di impianti privati funzionanti. L’Aca, da parte sua, ha concluso la propria parte di intervento sulla condotta ‘Giardino’ senza lasciare margini a interpretazioni: ciò che viene dopo il contatore è un affare tra privati, con tutte le conseguenze del caso in termini di responsabilità e costi.

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