Roma, allagamento in via Prenestina lascia a secco i quartieri est
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Redazione Interno
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Una violenta rottura di una tubatura maestra, verificatasi nelle prime ore di lunedì 2 febbraio, ha bruscamente interrotto il flusso d'acqua verso un ampio settore della Capitale, trasformando un tratto di via Prenestina, all'altezza del civico 916, in un bacino fangoso che ha inevitabilmente paralizzato la viabilità e, cosa ben più grave, ha lasciato i rubinetti completamente asciutti. L'incidente, che ha interessato una delle arterie principali del quadrante orientale, si è infatti riverberato immediatamente sulla vita dei residenti di aree popolose come il Collatino e il Pigneto, i quali si sono trovati, nel giro di poche ore, a dover fronteggiare una situazione di reale emergenza quotidiana.
La corsa alle scorte e le file per le autobotti
Con l'annuncio della sospensione idrica, la prima reazione è stata quella di un assalto agli scaffali dei supermercati e dei negozi di casalinghi, dove bottiglie e taniche sono letteralmente andate a ruba, esaurendo in breve tempo ogni possibile riserva. Coloro che non sono riusciti a procurarsene hanno dovuto quindi organizzarsi diversamente, riversandosi in lunghe file ordinate, ma cariche di disagio, davanti alle autobotti dislocate da Acea Ato 2 o ai "nasoni" ancora in funzione, armati di carrelli della spesa e di qualsiasi contenitore disponibile. Mentre la società ha attivato un numero verde per le urgenze, circolano segnalazioni, pervenute da Fratelli d'Italia, di casi di accaparramento e di rivendita speculativa dell'acqua in piccoli esercizi commerciali della zona, pratica che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente le difficoltà dei cittadini.
I lavori in corso e i tempi previsti per il ripristino
I tecnici della società sono intervenuti tempestivamente sul punto della falla, avviando complesse operazioni di riparazione che, secondo le ultime comunicazioni, dovrebbero concludersi in tarda serata. A quel punto, come spiegato da Acea, sarà possibile avviare la progressiva ripresa della fornitura, la quale tuttavia, data l'entità del danno e l'ampiezza della zona servita, potrebbe richiedere diverse ore per normalizzarsi completamente. L'azienda si è impegnata a ripristinare il servizio entro la notte, ma il ritardo accumulato lascia presupporre che alcuni disagi possano protrarsi fino alle prime ore del mattino successivo.
Il ripetersi di un'emergenza non nuova
L'episodio, per quanto di per sé imprevedibile nella sua dinamica contingente, riaccende i riflettori su una problematica strutturale che affligge da anni la rete idrica della città, spesso soggetta a cedimenti che interrompono il servizio a interi quartieri. La fragilità delle condutture, molte delle quali datate, si scontra con l'esigenza di garantire un bene primario a una metropoli, rendendo questi eventi non semplici disavventure ma sintomi di una condizione cronica. La rapidità con cui si sono esaurite le scorte commerciali di acqua minerale, del resto, dimostra quanto poco margine di autonomia abbiano i cittadini di fronte a simili interruzioni, costretti a dipendere totalmente dalla risposta immediata delle istituzioni e dalla capacità del gestore.
L'allagamento di via Prenestina, oltre al danno immediato, ha quindi sollevato interrogativi più ampi sulla manutenzione programmata delle infrastrutture, mentre i residenti, pazienti ma provati, attendono semplicemente che dai loro rubinetti ricominci a scorrere acqua, segno tangibile del ritorno a una normalità che, in queste ore, è sembrata sospesa.




