Il GialappaShow e il caso Giulia Vecchio: quando la parodia diventa virale (e la tv ritrova il morso)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nell’ecosistema frammentato dell’intrattenimento contemporaneo, dove i confini tra piccolo schermo e social media si assottigliano fino a scomparire, il "GialappaShow" – in onda ogni lunedì sera su TV8, oltre che in simulcast su Sky e in streaming su Now – ha trovato una formula che sembra resistere al logorio del tempo. La settima edizione, appena avviata, lo conferma grazie a un cast che mescola sapientemente veterani e new entry; tra queste, spicca il nome di Giulia Vecchio. L’attrice pugliese, originaria di Mesagne, in provincia di Brindisi, non è certo una debuttante, ma la sua recente ascesa nei trend dei social racconta di un gradimento che travalica gli ascolti televisivi tradizionali. È la sua ultima fatica – l’imitazione di Iva Zanicchi – a fare il botto, conquistando il pubblico grazie a una miscela esplosiva di rispetto per la diva e di irriverenza tutta contemporanea.
La «sua» Iva Zanicchi e il magico disastro del «Robba de donne»
Vecchio, nel suo repertorio che annovera già la parodia di Monica Setta nella surreale "Robba de donne" (chiara e divertente presa in giro di "Storie di donne al bivio"), ha alzato ulteriormente l’asticella. Se l’imitazione di Monica Setta giocava sulla tensione e sui patemi d’animo da talk show sentimentale, la nuova Zanicchi è un’operazione diversa, più fisica e musicale. L’attrice restituisce il timbro vocale inconfondibile dell’Aquila di Ligonchio, ma lo fa cantare brani giovani con testi volutamente spinti, quasi "hard", come hanno rivelato i colleghi durante la conferenza stampa di presentazione. È un cortocircuito perfetto per l’era di TikTok: la solennità di una carriera leggendaria che si scontra con la leggerezza dissacrante dei tormentoni estivi. A completare il quadro delle nuove proposte della comica c’è anche Ema Stokholma, che curerà gli spazi del "Radio GialappaShow", accogliendo con finto stupore le banalità di un improbabile critico musicale. Non si tratta solo di "rendere simili", ma di costruire piccoli personaggi autonomi, un esercizio di stile che il pubblico premia condividendo i video, rendendoli virali.
L’inedito faccia a faccia: Jovanotti contro (il) Jovanotti
Se Giulia Vecchio conquista la fetta di pubblico più social, è però un altro momento a catalizzare l’attenzione nella prima puntata della nuova stagione: il duello tra Lorenzo Cherubini e Giovanni Vernia. Da una parte c’è il vero Jovanotti, l’artista solare e positivo che tutti conosciamo; dall’altra, il Jovanotti "cattivo" messo in piedi da Vernia. Quest’ultimo, già abituato a sporcarsi le mani con le icone pop (il suo repertorio annovera Achille Lauro e Cesare Cremonini), porta in tv un personaggio radiofonico già rodato: una versione cinica, senza filtri e completamente ribaltata del cantante. Ispirandosi al celebre dualismo gaberiano, lo sketch ha funzionato perfettamente, da una parte, grazie all’autoironia – una dote che Jovanotti ha sempre avuto e che qui ha sfoggiato in quantità industriale – e, dall’altra, perché vedere una persona confrontarsi con la sua versione più estrema resta un meccanismo comico infallibile. Il siparietto si è concluso con un duetto sulle note de "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang", confermando ancora una volta la versatilità di Vernia, capace di brillare al fianco dell’originale senza esserne schiacciato.
Il paradiso della parodia e lo «spasmo» del nuovo che avanza
Il "GialappaShow" si conferma, insomma, una sorta di Saturday Night Live nostrano, un laboratorio dove la parodia viene presa sul serio. E mentre Giulia Vecchio si prepara a sfornare altre perle con Zanicchi e Brenda Lodigiani dà vita a una cantante immaginaria destinata a diventare icona (quella Annalaisa di cui si vocifera), l’attenzione si sposta anche sulle prossime mosse del cast. A proposito di novità, Giovanni Vernia non si ferma al "Jovanotti cattivo". L’imitatore, reduce dal successo radiofonico de "I Peggio Più Peggio" di RDS, porterà in scena un nuovo personaggio: un rapper campano di nome Spasmo, un tipo un po’ sfiduciato per colpa dello "Stato che ci opprime". Una satira sociale che, attraverso la lente deformante del comico, promette di aggiornare il repertorio del programma.
In un panorama televisivo spesso criticato per la sua piattezza, il "GialappaShow" dimostra che c’è ancora fame di personaggi costruiti bene. E se il segreto sta nel dosare la crudezza della satira con l’affetto per i personaggi, allora Giulia Vecchio e Giovanni Vernia rappresentano due facce della stessa medaglia: quella di un’Italia che ride di sé stessa, imitando i propri idoli e, a volte, distruggendoli con affetto.




