Rimini, bimba di quattro anni muore in pronto soccorso: indagato medico specializzando
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Redazione Interno
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La saletta rossa del pronto soccorso, quella in cui si concentrano le emergenze più critiche, è diventata per una famiglia il luogo di un dolore che ora assume i contorni precisi di un procedimento giudiziario. È accaduto all’Ospedale Infermi di Rimini, dove una bambina di quattro anni, di origine ucraina, è deceduta all’alba di sabato 14 marzo. A distanza di giorni, la Procura della Repubblica ha formalizzato un atto dovuto, iscrivendo nel registro degli indagati un medico specializzando di trent’anni, in servizio proprio in quel reparto di pediatria d’urgenza. L’ipotesi di reato, formulata dal sostituto procuratore Daniele Paci, è quella di omicidio colposo: un’accusa grave, sebbene al momento sostenuta da una cornice cautelare che per l’indagato, assistito dall’avvocato Piero Venturi, rappresenta una garanzia difensiva in vista degli accertamenti tecnici che solo ora prendono il via.
La doppia corsa in ospedale e il tracollo in poche ore
La vicenda, nella sua essenza clinica, ha il ritmo serrato di un’emergenza che sembrava rientrata. Nel tardo pomeriggio di venerdì i genitori avevano portato la piccola al pronto soccorso, spinti dalla preoccupazione per una febbre molto alta e un forte malessere generale. Dopo le prime valutazioni, e con i parametri vitali risultati in apparenza stabili, la bambina era stata dimessa. Una decisione, quella del rientro a casa, che si è rivelata di brevissima durata: a tarda notte, con il quadro clinico presumibilmente aggravato, la famiglia ha fatto ritorno all’Infermi. È stato nel corso di questa seconda permanenza in ospedale, nelle ore notturne fino all’alba, che le condizioni della piccola sono precipitate fino al decesso.
L’autopsia disposta per ricostruire le ultime ore
Il fulcro dell’indagine, al momento, si concentra su ciò che non è stato possibile vedere durante quelle prime ore di osservazione. La Procura ha disposto l’esecuzione dell’autopsia, un esame che si svolgerà nei prossimi giorni e al quale è stata affidata la chiave di volta del caso. Sarà il medico legale incaricato dalla magistratura a dover chiarire, attraverso l’analisi del della piccola, la precisa catena causale che ha portato alla morte. L’obiettivo è duplice: stabilire la natura della patologia che ha colpito la bambina e, di conseguenza, verificare la congruenza della condotta tenuta dal personale sanitario nelle ore precedenti. A supporto della famiglia, l’avvocato Giulio Maione ha già nominato un proprio consulente di parte, il medico legale Mauro Pesaresi, a dimostrazione della volontà di seguire con il massimo rigore la ricostruzione tecnica.
L’indagine a garanzia e il contesto professionale
L’iscrizione del trentenne specializzando nel registro degli indagati, come hanno precisato le fonti giudiziarie, rappresenta un passaggio formale imprescindibile. Trattandosi di un atto che precede l’autopsia, esso consente al professionista di essere assistito da un difensore nel corso degli accertamenti irripetibili, garantendo così la piena parità tra le parti. Il giovane medico, che al momento dei fatti si trovava a operare nella sala d’emergenza pediatrica, è difeso dall’avvocato Piero Venturi. Il reato contestato, l’omicidio colposo, implica l’ipotesi di una colpa generica o specifica nella gestione del caso, ma la sua effettiva sussistenza potrà essere valutata solo dopo che l’autopsia avrà fornito elementi certi sulla natura del malore e sulla sua potenziale prevedibilità o evitabilità.
I tempi della verità giudiziaria
Con l’autopsia imminente, l’inchiesta entra nel vivo della fase peritale. I consulenti nominati dalla Procura e quelli di parte si confronteranno sui reperti per delineare un quadro che, al momento, appare ancora frammentato. La Procura di Rimini, con il pm Paci, mantiene il massimo riserbo sugli atti, mentre in ospedale si attende di comprendere se le procedure di triage e la gestione del passaggio dal primo accesso al secondo si siano discostate da quelle previste per situazioni di urgenza pediatrica. Per la famiglia, il ritiro della salma e la successiva esequie restano sospese all’esito degli esami autoptici.




