Trump annuncia "danni monumentali" all'Iran, ma gli esperti frenano: "Attacco a metà"
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Redazione Esteri
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"Tutti i siti nucleari hanno subito danni monumentali, come mostrano le immagini satellitari. Annientamento è un termine esatto". Con queste parole, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato l’efficacia dell’operazione Martello di Mezzanotte, condotta con bombardieri B-2 e bombe bunker buster contro tre strutture atomiche iraniane. Ma mentre la Casa Bianca parla di "successo spettacolare", molti analisti militari invitano alla cautela: lo spostamento di uranio arricchito nei giorni precedenti l’attacco avrebbe potuto ridurne l’impatto.
Non è ancora chiaro, infatti, se gli obiettivi colpiti fossero effettivamente operativi o se Teheran avesse già messo al sicuro materiali e tecnologie. Quel che è certo è che Trump, in un post su Truth, ha lanciato per la prima volta l’idea di un cambio di regime, coniando lo slogan MIGA ("Make Iran Great Again"), chiaro rimando al suo celebre MAGA. Una mossa che segna un’escalation verbale senza precedenti, mentre Israele intensifica i raid contro basi militari iraniane e il ministro degli esteri Araghchi vola a Mosca per incontrare Vladimir Putin.
L’Unione Europea, dal canto suo, ha ribadito la necessità di tornare al dialogo, ma le opzioni sul tavolo sembrano ormai ridotte. Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, osserva che "l’attacco non comporta rischi diretti per l’Italia, se non la necessità di evacuare i connazionali presenti nel Paese". Tuttavia, il pericolo di rappresaglie – dal terrorismo internazionale alla chiusura dello Stretto di Hormuz – resta concreto.




