Aura battle a Vicenza, danni al parcheggio e scontro politico dopo il raduno del tiktoker Ilvucumpra
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Redazione Interno
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Una sfida lanciata sui social si è trasformata in un pomeriggio di disordini nel centro di Vicenza. Sabato 3 ottobre, centinaia di giovanissimi si sono radunati a Campo Marzo, davanti alla stazione ferroviaria, rispondendo all'appello del tiktoker Hamza Mesaf, noto online come «Ilvucumpra», che aveva promesso vestiti firmati in palio per una «aura battle».
L'invito, diffuso nei giorni precedenti sui profili del creator, era esplicito: presentarsi vestiti male per avere più chances di vincere l'abbigliamento in palio.
«Più aura avete e più verrete vestiti male, più vincerete delle "robe"», aveva annunciato Mesaf nel video di lancio dell'evento.
L'assalto al furgone e i danni al Park Verdi
La situazione è degenerata quando i partecipanti hanno capito che il tiktoker non aveva con sé i capi promessi. Secondo le ricostruzioni, il furgone su cui viaggiava Mesaf è stato preso d'assalto dalla folla, e il giovane ha cercato rifugio all'interno della biglietteria del parcheggio Verdi.
Durante la ressa sono state danneggiate le sbarre d'ingresso e un ascensore dell'area di sosta, con alcuni automobilisti rimasti bloccati all'interno. Il racconto dello stesso Mesaf, diffuso sui social dopo l'accaduto, parla di un assalto al mezzo e di oggetti rubati: «Hanno provato a derubarci i telefoni, portafogli, le collane e mi hanno rubato anche l'orologio che avevo in mano».
Chi è Ilvucumpra, il creator da mezzo milione di follower
Hamza Mesaf, 24 anni, è nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, da famiglia di origine marocchina. Il suo nome d'arte nasce come scelta provocatoria: utilizza un'espressione storicamente impiegata in modo dispregiativo verso i venditori ambulanti stranieri, trasformandola in un marchio ironico e riconoscibile nel panorama della street culture digitale.
Con oltre 500.000 follower distribuiti principalmente su TikTok, il creator ha costruito la propria popolarità su video di strada, interviste ai passanti e sfide improvvisate nei parchi e nelle stazioni di Padova, Vicenza e Verona. Il suo pubblico è composto in larga parte da under 18, attratti dalla possibilità di diventare protagonisti dei contenuti.
Le reazioni politiche e la posizione del sindaco
Il giorno successivo all'episodio, le polemiche politiche sono esplose a livello locale e nazionale. Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha scelto la linea della fermezza: «Chi ha danneggiato paga. Punto. Non esistono scuse né giustificazioni possibili». Il primo cittadino ha però anche invitato a considerare quello che ha definito «un problema sociale enorme»: centinaia di ragazzi, molti minorenni e alcuni accompagnati dai genitori, si sono mossi da diverse zone del Veneto dopo aver visto sui social la promessa di ricevere vestiti firmati.
Dal centrodestra sono arrivate accuse di diverso tenore. La sottosegretaria leghista alle Imprese Mara Bizzotto ha parlato di «atti di teppismo puro», mentre il deputato di Futuro nazionale Gianangelo Bof ha indicato nella «remigrazione» la soluzione. Il deputato vicentino di Fratelli d'Italia Silvio Giovine ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiarire le misure adottate e la mancata convocazione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza.
Il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, ha definito i responsabili dei disordini «balordi».
Sul posto erano presenti la polizia e la polizia locale, che hanno richiesto l'intervento della pattuglia antidegrado. Le indagini sono in corso per risalire ai responsabili dei danneggiamenti al parcheggio.
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