Hamilton deluso dalla SF-25: "Le modifiche ci hanno penalizzato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le attese erano alte, soprattutto dopo la prestazione convincente della Sprint, ma il Gran Premio della Cina ha lasciato un retrogusto amaro per Lewis Hamilton e la Ferrari. La SF-25, che aveva mostrato un potenziale promettente nelle qualifiche del venerdì e nella gara breve del sabato, ha perso colpi nel corso del weekend, complicando le ambizioni del pilota inglese e del team. Hamilton, dopo aver chiuso la gara al sesto posto, non ha nascosto la sua frustrazione: "Avevamo una macchina buona durante la Sprint, ma le modifiche apportate hanno reso la vettura più sovrasterzante e, invece di migliorare, siamo peggiorati un po' in tutto". Un passo indietro inatteso, che ha vanificato gli sforzi del team e del pilota, il quale aveva trionfato nella Sprint, segnando la sua prima vittoria con la Rossa.

Anche Charles Leclerc, partito dalla terza fila, ha dovuto fare i conti con una Ferrari che non ha risposto come sperato. Il monegasco, al volante della SF-25 dal 2019, ha ammesso di non vivere l’inizio di stagione che avrebbe desiderato: "Mi basterebbe il podio", ha dichiarato, evidenziando una certa rassegnazione. Nonostante l’affetto che lo lega al team e alla scuderia, Leclerc è consapevole che le prestazioni contraddittorie della vettura non gli hanno permesso di lottare per la vittoria. Un problema che va oltre le mere questioni tecniche, toccando anche l’aspetto emotivo di un pilota che, nonostante il talento, ha dovuto accontentarsi di otto vittorie in sei anni.

La gara di Shanghai, partita con la pole position di Oscar Piastri su McLaren e la Red Bull di Max Verstappen subito dietro, ha visto le Ferrari lottare per posizioni di rincalzo. Hamilton, partito quinto, e Leclerc, sesto, non sono riusciti a impensierire i rivali, rimanendo intrappolati in una situazione di stallo. I pit stop, inoltre, hanno contribuito a peggiorare la situazione: "Qui è molto lungo, ci sono tanti secondi", ha sottolineato Hamilton, riferendosi ai tempi di sosta che hanno ulteriormente complicato la strategia di gara.

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