Sinner è al livello di Federer, Nadal e Djokovic?
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Redazione Sport
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ROMA — Federer, Nadal e Djokovic. E con loro Sinner. Se sapesse ingannare il tempo, Jannik potrebbe far parte dei Fab Four, il gruppo più famoso della storia del tennis? Ci sarà una risposta, non bisogna lasciar correre. Basta porre la domanda a chi ha giocato con quei tre, li ha visti da vicino, ha commentato le loro sfide, ha condiviso lo stupore per gesti tecnici che hanno lasciato il segno nel tennis moderno.
Tony Godsick, manager e socio di Roger Federer, creatore insieme al Genio di Basilea della Laver Cup, insomma uno degli uomini più potenti del tennis, nel giorno del trionfo di Jannik Sinner agli Australian Open si godeva il compleanno dalla terrazza del ristorante giocatori della Rod Laver Arena. «Ecco perché tante persone, compresi molti uomini d’affari, amano il tennis», diceva indicando il giovane campione italiano.
Sinner, dopo la vittoria contro Zverev, ha deciso di rinunciare a Rotterdam e ha messo in dubbio la sua presenza al Quirinale. «Devo staccare», ha dichiarato, sottolineando l'importanza del riposo per uno che è abituato a dormire dieci ore per notte, più pisolini qua e là. La sveglia di ieri mattina è stata impegnativa forse più della finale vinta con Zverev. Jannik, il giorno dopo, si è presentato sul set fotografico allestito per il vincitore degli Australian Open. «Avrò chiuso gli occhi per 4 ore al massimo, ma va bene così». Niente bagordi, non è da lui. «Una cena semplice con il team e poi a letto».
Paolo Bertolucci, ex azzurro della celeberrima squadra del 1976 e a suo tempo numero 12 del mondo, ora voce di Sky, non si stupisce più di quello che combina SuperSinner. Jannik ha compiuto l’impresa più difficile, quella di confermarsi campione: agli Australian Open ha disputato una finale perfetta contro Zverev, vincendo il terzo Slam in carriera.




