Da noi… a ruota libera, tra Carmen Russo e Michele Bravi il racconto di vite ‘deviazioni’ consentite
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un pomeriggio, quello di domenica 10 maggio, in cui il salotto di Francesca Fialdini si trasforma in una sorta di osservatorio privilegiato – senza mai diventare tribunale – delle esistenze che hanno scelto, come lei stessa ama ripetere, di “sterzare con coraggio”. Il programma di Rai 1, giunto ormai alla settima edizione, riapre le porte dopo aver raccolto l’attenzione di oltre 1.336.000 spettatori (uno share del 13,4% nell’ultimo appuntamento) e lo fa con due presenze, sulla carta distanti, ma accomunate da una certa disinvoltura nel rimettere in discussione le proprie narrazioni pubbliche.
Carmen Russo e il tradimento come “non tragedia”: ironia e 44 anni di litigate
Tra le poltrone accoglienti dello studio, la showgirl e ballerina Carmen Russo si concede a un racconto che evita volutamente ogni retorica della coppia perfetta. Di fronte a Francesca Fialdini, l’artista – che ha costruito gran parte della sua carriera televisiva e teatrale al fianco di Enzo Paolo Turchi – affronta il tema della fedeltà con una leggerezza che non è superficialità, ma scelta stilistica. «Il tradimento? Non è una tragedia», ha dichiarato, precisando poi di non essere parte di una coppia aperta. «Sono 44 anni di amore, confronti, litigate», ha aggiunto, introducendo un elemento di realismo talvolta rimosso nei racconti sentimentali dello spettacolo. La frase seguente, quella che probabilmente farà più discutere per il suo tono ironico – «se lui mi ritorna un pochino più arzillo di prima, ma perché no?» – non viene pronunciata come una provocazione, ma come il prodotto di una confidenza ormai lunga decenni. Non c’è qui alcun manifesto anti-monogamia, bensì la saggezza disincantata di chi ha smesso di considerare ogni scossone come la fine di un mondo.
Michele Bravi, da Canzonissima al racconto senza rete
L’altro ospite della puntata, il cantautore Michele Bravi, arriva in trasmissione reduce dall’esperienza sul palco del sabato sera di Rai 1 con ‘Canzonissima’. E questo passaggio – dal talento giovanile a un palco più popolare e meno competitivo – rappresenta di per sé un altro esempio di quella “ruota libera” che dà il titolo al programma. Bravi, la cui carriera è costellata da svolte artistiche e personali sempre annunciate con misura, si troverà a dialogare con Fialdini senza la mediazione delle canzoni del momento, ma attraverso una narrazione che mescola carriera e vita privata. Non ci sono dettagli inediti forniti dalle anticipazioni, ma la sua presenza conferma una linea editoriale precisa: il talk show delle cinque del pomeriggio non insegue la notizia fresca, bensì la profondità del percorso umano.
Un format che non teme la ripetizione (e vince sugli ascolti)
Il meccanismo di ‘Da noi… a ruota libera’ è, in apparenza, semplice: un’intervistatrice preparata, un pubblico silenzioso, un arredamento che richiama il salotto di casa. Eppure i dati di ascolto – quel 13,4% di share e 1.336.000 spettatori – raccontano un’altra verità. La domenica pomeriggio televisiva, spesso territorio di programmi contenitore o di rotazioni impersonali, trova in Fialdini una conduttrice capace di alternare momenti di leggerezza (musica, piccoli sketch, ospiti comici) ad approfondimenti che non scadono nel patetico. La scelta di Carmen Russo, ad esempio, non è casuale: la showgirl, ormai lontana dai riflettori dei varietà principali, porta con sé un vissuto di coppia lungo 44 anni, e lo fa senza la patina dell’intervista celebrativa.
L’assenza di giudizio come cifra stilistica
Quel che emerge dalle anticipazioni del 10 maggio – e che distingue questa trasmissione da altri talk show di approfondimento – è l’assenza di una posizione moraleggiante sui temi trattati. La Russo parla di tradimento e di “coppia non aperta” senza ricevere una correzione o un’assoluzione. La parola “fedeltà” viene declinata al singolare, come esperienza soggettiva, non come comandamento. E l’ironia, quella che la showgirl rivendica («lo dico sempre con una certa ironia»), diventa lo strumento per sdrammatizzare un argomento che altrove genererebbe titoli catastrofici. Michele Bravi, dal canto suo, rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia: un artista che ha cambiato rotta più volte (dalla vittoria a un talent show alla recitazione, fino alla conduzione) e che ora si racconta senza bisogno di giustificare nulla.




