Il valzer delle panchine inglesi tiene il passo dei record, mentre il Chelsea affonda ancora con l’esonero di Rosenior

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio inglese, si sa, non concede seconde possibilità a chi sbaglia, e la stagione 2025/26 ne è la prova più evidente: con il recente esonero di Liam Rosenior da parte del Chelsea – maturato nella giornata di ieri, 22 aprile – la Premier League ha raggiunto quota 14 cambi di guida tecnica dall’inizio del campionato, eguagliando così il triste primato registrato nella stagione 2022/23. Un dato, quest’ultimo, che fotografa una realtà fatta di panchine girevoli e di una pazienza sempre più ridotta all’osso, specie se si considera che dall’estate del 2024 ben 52 club – sui 94 che popolano le prime quattro divisioni inglesi – hanno deciso di voltare pagina, sollevando dall’incarico il proprio allenatore. Non si tratta, evidentemente, di un fenomeno isolato o legato esclusivamente alle big, ma di un’emorragia di competenze che attraversa l’intero sistema, trasformando l’attuale torneo in un vero e proprio "macello" per chi siede in panchina.

Il fallimento lampo di Rosenior e il ritorno di McFarlane

L'avventura di Liam James Rosenior sulla panchina dello Stamford Bridge è durata poco più di cento giorni – l’equivalente di 107 per la precisione – ed è stata caratterizzata da una parabola discendente che ha costretto la dirigenza dei Blues a interrompere il rapporto con un contratto che, ironia della sorte, sarebbe scaduto soltanto nel 2032. Arrivato l’8 gennaio per sostituire Enzo Maresca (il tecnico che appena cinque mesi prima aveva regalato ai londinesi la conquista della Coppa del Mondo), Rosenior lascia Londra con un bilancio drammatico: 11 vittorie in 24 partite tra tutte le competizioni, inframezzate da ben 11 sconfitte e una striscia di 5 ko consecutivi in Premier League senza la gioia di un solo gol segnato. Un dato, quest’ultimo relativo ai cinque ko di fila senza reti, che non si registrava nella storia del club fondato nel 1905 addirittura dal lontano 1912, a testimonianza del baratro tecnico e psicologico in cui è sprofondata la squadra. A guidare i giocatori nel tentativo disperato di centrare la qualificazione europea – obiettivo al momento messo in forte dubbio dal settimo posto in classifica – sarà dunque Calum McFarlane, il quale assume la guida della prima squadra con la qualifica di "ad interim" dopo aver già ricoperto lo stesso ruolo alcuni mesi fa, precisamente nei primi giorni di gennaio, quando il club esonerò l’italiano Maresca.

Instabilità cronica e conti che non tornano a Londra

A osservare la situazione con occhio critico, viene da chiedersi se esista un club di fama mondiale che possieda nel proprio DNA l’instabilità più di quanto non faccia il Chelsea, capace di incassare una delle indennità per esonero più salate della storia pur di cambiare rotta. La proprietà americana, infatti, per liberarsi del tecnico che aveva ingaggiato solo pochi mesi prima, dovrà corrispondergli circa 27,6 milioni di euro, una cifra inferiore solo ai 30 milioni versati a suo tempo ad Antonio Conte ma superiore ai compensi pagati a Josè Mourinho o Thomas Tuchel. Il paradosso, in questo contesto di panchine che bruciano, è che la discesa agli inferi era iniziata proprio con l’allontanamento di Enzo Maresca: i numeri forniti dalla stampa specializzata raccontano di una squadra che con l’italiano era quinta in classifica viaggiando a 1,74 punti a partita, mentre con Rosenior è scivolata raccogliendo appena 15 punti in 12 giornate (una media di 1,2 a partita), oltre a essere stata umiliata in Champions League dal Paris Saint-Germain con un complessivo di 8-2. Un crollo verticale che non lascia spazio a fraintendimenti: la decisione di esonerare Maresca, presa a Capodanno in un clima di frizioni interne e presunte trattative di lui con altri club, si è rivelata un boomerang devastante per le ambizioni della squadra.

Il domino delle panchine e la crisi che travolge la Premier

L’esonero di Rosenior, come anticipato, non è che l’ultimo tassello di un mosaico più ampio che riguarda l’intero movimento inglese, dove la pressione dei risultati divora gli allenatori a una velocità impensabile solo fino a pochi anni fa. Basti pensare che, contemporaneamente al caos scoppiato a Londra, circola il nome del prossimo candidato a sedersi sulla poltrona dei Blues: una ricerca che sembra orientata verso profili "talentuosi" come Farioli o Iraola, mentre il destino di altri colleghi è già segnato o in bilico. In questo clima, il "valzer delle panchine" sembra destinato a non fermarsi più, e il dato relativo ai 14 esoneri in Premier (destinato a salire, considerando che il campionato non è ancora terminato) rappresenta solo la punta dell’iceberg di un’emorragia che ha coinvolto anche club del calibro di Tottenham, Manchester United e West Ham nel corso dell’annata. La stagione 2025/26 passerà alla storia come quella dell’implosione tecnica generalizzata, dove l’unica certezza – a Londra come a Manchester – è che nessun tecnico, per quanto apprezzato, può sentirsi al sicuro.

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