Pierpaolo Bisoli terzo allenatore della Reggiana in una stagione segnata da esoneri e cambiamenti continui
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Redazione Sport
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È Pierpaolo Bisoli, tecnico di Porretta Terme con un passato sulle panchine di Bologna, Cesena e Modena, il terzo uomo chiamato a guidare la Reggiana in questo campionato cadetto, un torneo che per la squadra emiliana si sta rivelando un percorso a ostacoli fatto di ribaltoni, scelte di gestione e una classifica, quella attuale, che la vede penultima a trenta punti, in compagnia dello Spezia e con la necessità di trovare una stabilità tecnica che fino a questo momento è mancata. L’ufficialità, giunta nella serata di ieri attraverso un comunicato del club, ha sancito l’esonero di Lorenzo Rubinacci, il quale aveva rilevato a inizio febbraio Davide Dionigi – a sua volta esonerato dopo ventuno giornate – e aveva collezionato in nove partite nove punti, un bottino ritenuto insufficiente dalla proprietà e dagli organi societari, specialmente alla luce del pesante ko nell’ultimo turno sul campo dell’Entella, una sconfitta che ha accelerato i tempi di una decisione già nell’aria da qualche giorno.
Una scelta che porta il marchio della proprietà e il peso di una classifica delicata
La situazione di classifica, con i granata invischiati nella zona calda della Serie B e a caccia di una scintilla che possa invertire il trend, ha spinto il patron Amadei a premere per un ritorno di Davide Dionigi, l’allenatore già sostituito a gennaio, ma alla fine – dopo confronti interni al club – ha prevalso l’ipotesi più conservativa e al contempo più esperta, quella che porta in panchina Bisoli, sessantaseienne reduce da esperienze in categoria e già in città per prendere il posto di Rubinacci. Con lui, e con questa terza svolta tecnica, il club ha voluto chiudere una parentesi iniziata con l’esonero di Dionigi, proseguita con l’avventura di Rubinacci e ora affidata a un tecnico che ha firmato un contratto fino al termine della stagione, con clausola di rinnovo automatico in caso di salvezza, un dettaglio contrattuale che la dice lunga sull’obiettivo principale della società: mantenere la categoria.
Le uscite di scena di Rubinacci e del suo staff, tra professionalità e separazioni
Il comunicato con cui la Reggiana ha ufficializzato l’esonero di Rubinacci non si è limitato a sancire la fine del rapporto con l’allenatore, ma ha esteso la separazione anche a Massimo Lo Monaco, Simone Greco e Federico Soldano, membri del suo staff tecnico che hanno seguito il tecnico nella breve esperienza emiliana. Nel testo diffuso dal club, che ringrazia il gruppo di lavoro per l’impegno, la professionalità e la passione mostrate nel corso di questa parte di stagione, emerge il tentativo di chiudere in maniera formale e istituzionale un rapporto che, nei fatti, era già stato deciso in seguito agli ultimi risultati, e in particolare dopo una prestazione che non aveva convinto né la dirigenza né i soci. Da notare, nel quadro complessivo delle valutazioni, come la Reggiana abbia preferito muoversi con tempestività per non perdere ulteriore terreno rispetto alle concorrenti nella lotta per non retrocedere.
Il profilo di Bisoli e le dinamiche di una panchina cercata anche da altre società
Bisoli, che non era stato tra i nomi contattati dalla Sampdoria – club che, dopo la vittoria sull’Avellino, sembra orientato a proseguire con Lombardo affiancandogli un vice con maggiore esperienza nella categoria – rappresenta per la Reggiana la scelta dell’equilibrio e della conoscenza del campionato. Il suo arrivo, che conclude un breve periodo di riflessione da parte della società dopo l’esonero di Rubinacci, arriva in un momento in cui la squadra ha bisogno di punti e di una guida capace di gestire le pressioni di una zona retrocessione che lascia poco spazio agli esperimenti. La Reggiana, con questo avvicendamento, spera di trovare quella continuità che finora è mancata, affidandosi a un tecnico che in passato ha già dimostrato di saper gestire squadre con obiettivi di salvezza e che, a differenza del predecessore, può contare su un bagaglio di esperienze costruito in anni di panchine tra i cadetti e la massima serie.




