Padova-Reggiana, il “gol della curva” vale la salvezza: Seghetti stende ancora Bisoli
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Redazione Sport
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Nel momento più caldo della stagione, quando la tensione per la retrocessione schiaccia ogni slancio creativo, il Padova di Roberto Breda ha scoperto un’arma inaspettata: la spinta fisica di una barriera umana. L’Euganeo, trasformato in una caldissima pentola a pressione grazie alla ritrovata Curva sud, ha assistito alla fotocopia esatta della vittoria di sette giorni prima. Se contro l’Empoli era stato Bortolussi a firmare il gol da tre punti nei minuti finali, ieri, contro la Reggiana di Pierpaolo Bisoli (ex di turno e artefice del passato ciclo biancoscudato), il copione si è ripetuto con una precisione maniacale: rete decisiva sotto il “muro” dei tifosi, panchina che cambia il match e un avversario diretto che lascia il Veneto a mani vuote.
L’inizio dell’incontro, è bene dirlo, non accennava a questa piega eroica. La Reggiana, con il coltello tra i denti per la complicata situazione in classifica, ha provato a imporre il proprio ritmo, imbrigliando la manovra patavina. Basti pensare alla conclusione velenosa di Reinhart da trenta metri, neutralizzata con grande prontezza da Sorrentino, o all’incornata di Bozhanaj che ha sfiorato il palo alla mezz’ora. Eppure, chi si aspettava una resa dei conti equilibrata fino alla fine non aveva fatto i conti con la variabile psicologica rappresentata dall’impianto sportivo: una volta che i biancoscudati hanno iniziato ad attaccare verso il settore dove i cori non si sono mai fermati, la partita ha cambiato volto.
La mossa vincente di Breda e il “conto aperto” di Seghetti
La svolta, come spesso accade nelle gare dal basso quoziente tecnico, è arrivata dalla panchina. Breda, pescando a piene mani dalla riserva, ha inserito Di Maggio, Caprari e quel Alessandro Seghetti che sembra avere un vero e proprio contenzioso irrisolto con la Reggiana. L’azione, secca e chirurgica, è da manuale del calcio d’emergenza: apertura illuminante di Di Maggio, cross di Caprari e zampata da rapace d’area del neo-entrato Seghetti, che già lo scorso 13 dicembre (allora in trasferta) aveva firmato il 2-1 decisivo. Tre subentrati, tre tocchi e un boato che ha fatto tremare lo stadio. Per la Reggiana è stato un colpo durissimo, anche perché nei minuti precedenti Portanova, da posizione ravvicinatissima, aveva alzato incredibilmente sulla traversa un’occasione che sembrava già scritta.
Classifica e brivido finale per il gol annullato
Con questo successo, il Padova vola a quota 40 punti, costruendo un cuscinetto di quattro lunghezze sulla zona playout e di sette sulla retrocessione diretta. Per la truppa di Bisoli, invece, il ko di ieri rischia di avere conseguenze pesantissime: ferma a 33 punti insieme a Pescara e Spezia, la Reggiana è ora risucchiata nel vortice più caldo della lotta per non sprofondare in Serie C. Il finale, va raccontato, non è stato privo di pathos. In pieno recupero, gli ospiti hanno creduto di trovare il pari con Novakovich, ma l’arbitro Mucera ha annullato tutto per un fallo dello stesso attaccante su Sorrentino: un contatto duro che ha lasciato il portiere di casa a terra, tra la preoccupazione dei compagni e la disperazione dei tifosi ospiti. Alla fine, è stata la Curva sud a dettare legge.




